Huawei balla con i lupi e le sanzioni

Superchip Intel con AI a bordo per il nuovo portatile? Fatto. Nuovo telefono con CPU fatta in casa usando tecnologie Made in Europe? Fatto. Materiali vietati arrivati dall’embargo commeciale voluto da Washington attivati sottobanco? Fatto. A raccontare la storia contemporanea di Huawei, colosso cinese del settore tech (noi dall’Italia vediamo solo una frazione di quel che produce, e alle volte sono cose clamorose come l’auto Luxeed S7) in odore di rapporti privilegiati con lo stato Cinese e quindi temuto come super-spia di Pechino da parte di Washington, sembra quasi di girare uno sport per una carta di credito. (macitynet.it)

La notizia riportata su altri media

Frattanto, i segnali di venerdì scorsi sono stati ribassisti e al momento non se ne ravvisa inversione. Si stanno combinando alcuni elementi che potrebbe essere a sfavore di ulteriori rialzi di breve termine per i mercati internazionali. (Proiezioni di Borsa)

A questi elementi poi si è aggiunto l’inasprimento della guerra in Israele e l’attacco dell’Iran. (Proiezioni di Borsa)

La questione “Huawei” per i repubblicani resta una ferita aperta. Speravano che le restrizioni dell’amministrazione Trump avessero finalmente messo fuori uso la più grossa azienda tecnologica cinese, ovvero Huawei, ma come sappiamo Huawei, ferita, non solo è guarita ma sembra essere tornata più forte di prima. (DDay.it)

Le restrizioni commerciali imposte dagli Stati Uniti a Huawei risalgono al 2019, quando l'azienda è stata inclusa in una lista nera per presunte violazioni delle sanzioni contro l'Iran. (Tom's Hardware Italia)

Alcuni politici repubblicani hanno protestato contro l’amministrazione Biden, ma Intel ha ricevuto una licenza speciale dall’amministrazione Trump nel 2020. Nonostante le sanzioni imposte dagli Stati Uniti, Huawei ha annunciato il nuovo MateBook X Pro (2024) con processori Intel Core Ultra. (Punto Informatico)