Sicurezza sul lavoro: più formazione in Irpinia per prevenire le morti bianche

Commento del Centro per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Avellino ai dati dell’Osservatorio di Vega Engineering sugli infortuni mortali nel primo trimestre 2010. Campania e Lazio le regioni che fanno registrare la variazione più elevata di decessi nell’ultimo mese 6 le morti bianche in Campania tra gennaio e marzo 2010: nessuna in Irpinia Solimene (direttore Cfs): “Dati locali positivi ma che non ci fanno stare tranquilli. Si continua a fare poco
Atripalda, (informazione.it - comunicati stampa - sport) Più formazione per chi ha un ruolo nella gestione dei cantieri ed intensa attività di verifica degli organi ispettivi. La soluzione al problema delle morti sul lavoro passa attraverso questo doppio percorso. Ne è convinto Giovanni Solimene, direttore del Centro per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Avellino, che così commenta gli ultimi dati dell’Osservatorio di Vega Engineering di Mestre sulla graduatoria nazionale dei casi di infortuni mortali sul lavoro in base alle cifre del primo trimestre dell’anno in corso. Tra gennaio e marzo 2010 quasi il 6 per cento delle morti sul lavoro si è verificato in Campania che, insieme al Lazio, fa rilevare la variazione più elevata di incidenti nell’ultimo mese (rispettivamente più 2,7 per cento e più 3,2 per cento rispetto a febbraio). “Certamente – dichiara Solimene – bisogna essere preoccupati anche se il dato non è allarmante nel senso che la Campania, purtroppo, è una delle regioni in cui il fenomeno degli incidenti sui luoghi di lavoro non è nuovo. Si continua a fare poco nei confronti della prevenzione”.
Gli esperti di Vega sottolineano che nel primo trimestre 2010 sono state 6 le morti bianche in regione con un’incidenza del 5,6 per cento sul totale: sesta posizione nello score nazionale insieme ad Emilia Romagna e Piemonte (Lombardia, Puglia e Sicilia le maglie nere per la più alta incidenza di decessi nei luoghi di lavoro insieme a Veneto e Lazio). “Su scala provinciale - continua il direttore del Cfs irpino- non si contano per fortuna, nel trimestre analitico, casi mortali. Ed è un dato positivo ma che non deve farci stare tranquilli”. “Sappiamo benissimo – prosegue – che negli anni, nel nostro territorio, gli incidenti mortali avvenuti sui luoghi di lavoro sono stati abbastanza ricorrenti. Solo nel settore delle costruzioni si assiste ad una media di 6 infortuni l’anno in Irpinia”. Un trend, tiene a precisare Solimene, che, seppur nel 2009 ha registrato un moderato miglioramento, descrive un problema in cui la prevenzione, quella auspicabile, è ancora lontana dai livelli accettabili. Ed è il settore edile a risentirne di più. Non solo in Irpinia. Nello studio dell’Osservatorio Vega sui comparti economici agricoltura ed edilizia sono quelli più colpiti a livello nazionale con oltre il 50 per cento delle morti bianche. I campi e le impalcature, infatti, contano più della metà delle vittime dall’inizio dell’anno. Nel dettaglio, per il 29 per cento l’agricoltura e per il 21,5 per cento l’edilizia. “Continuiamo a ritenere – afferma Solimene – che la principale azione da fare, in sinergia e parallelamente con un’attività di verifica degli organi ispettivi che stanno facendo bene il proprio lavoro in quest’ambito delicato, è una formazione preventiva per tutti coloro i quali hanno un ruolo sui cantieri della nostra provincia”. “Proprio per questo – conclude – abbiamo messo i piedi un attento e capillare piano formativo che ha l’obiettivo di fare rispettare le attuali norme sulla sicurezza vigenti nei luoghi di lavoro e tutti gli obblighi formativi previsti”.
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Ufficio Stampa
Stefano Belfiore
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