PARADOSSI. 1. VITTORIO SGARBI, PUNTA DI DIAMANTE NEL CENTRODESTRA. PERCHE' NO?
ARADOSSI. 2. E PER SCEGLIERE UN CANDIDATO PREMIER LA STRADA E' UNA SOLA -
PARADOSSI. 3. PAGLIA BLOCCATO PER IL CDA RAI, PERCHE'?
roma, 22/06/2012 (informazione.it - comunicati stampa) PARADOSSI. 1. VITTORIO SGARBI, PUNTA DI DIAMANTE NEL CENTRODESTRA. PERCHE' NO?
di Cesare Lanza
Non dico che Sgarbi possa o debba essere il candidato premier: è troppo prevedibile, indipendente, individualista e amante di memorabili improvvisazioni per poter essere accettato come il possibile leader di Palazzo Chigi. Tuttavia, al suo nome associo uno dei paradossi incomprensibili della politica italiana, sempre più lontana, nelle sue scelte, dal comune sentire della gente. Per spiegarmi, ricorro a una metafora sportiva - ipotizzando il popolo del centrodestra come un grande club calcistico. Sgarbi non potrebbe esserne nè il presidente, nè l'allenatore. Ma sarebbe il campionissimo nella formazione, il geniale attaccante a cui dare il pallone nella speranza di arrivare al gol. Avrebbe rinunciato il Napoli a mettere in campo Maradona,
potrebbe il Barcellona tenere in panchina Messi, il Real Madrid Cristiano Ronaldo, il Milan Ibrahimovic? Inimmaginabile.
La stessa riflessione, in politica per il centrodestra, vale per Sgarbi. Del centrodestra dovrebbe essere l'uomo di punta, nella campagna elettorale. I motivi dovrebbero essere elementari e ovvi, mi permetto tuttavia di ricordarli. Ha una cultura in grado di annichilire qualsiasi antagonista. Sa parlare in maniera colta ma strapopolare, comprensibile, divertente, irruente, persuasivo tanto per l'elite quanto per il popolo, con un linguaggio folgorante... Ha esperienza di televisione, che è lo strumento divulgativo più determinante. Non ha paura di niente e di nessuno, ha un coraggio temerario e insolente - che indurrebbe l'elettore medio affezionato al centrodestra a sentirsi ben rappresentato, protetto, tutelato.
Perchè il centrodestra non gli si affida, come al naturale salvagente, per di più in una situazione di deludente caos come quella attuale. Mistero.
ps. Naturalmente, nella volgarità del mondo odierno, qualcuno (non certo chi mi conosce bene) penserà a chissà quale recondita complicità tra me e Sgarbi. Ebbene, assolutamente no.
Non ci frequentiamo. Lo volli in tutte le trasmissioni televisive in cui avevo un ruolo e responsabilità. E' un campionissimo della televisione. Avemmo anche un brutto scontro. Col suo caratteraccio
(invitato una volta a una delle mie migliori performance - il cosiddetto "Ring" di "Buona domenica", una sorta di inedito Hyde Park corner in salsa italiana - temette chissà perchè un agguato mediatico solo perchè io tenevo molto agli ascolti, si rifiutò di salire sul ring, andai a prelevarlo in camerino seguito dalle telecamere (ascolto alle stelle), lo presi per mano e lo condussi in studio...e lui si vendicò,, appioppandomi in diretta un insulto: "Rincoglionito". Non replicai: era un ospite ed era, ed è, un purosangue - a cui sono dovute licenze e nitriti anche furiosi. Con queste righe dimostro ancora una volta di essere insensibile a simpatie/antipatie personali, i miei riconoscimenti di merito restano tali anche se i rapporti personali non sono idilliaci.
PARADOSSI. 2. E PER SCEGLIERE UN CANDIDATO PREMIER LA STRADA E' UNA SOLA
Sgarbi attaccante e trascinatore, con un ruolo successivo, ovviamente, di battaglia e di rappresentanza del centrodestra. (I miei lettori più fedeli ricorderanno che ho inserito qualche tempo fa
il suo nome come ministro per la cultura, in una provocazione pubblicata sulla rivista "L'attimo fuggente"). E come premier, chi? La strada è una sola. Se Berlusconi decide di presentarsi
personalmente, è giusto riconoscergli questo ruolo: nonostante tutte le disfatte, è il personaggio tuttora più aggregante per le legioni sconfitte e disorientate... Se Berlusconi opterà per un ruolo dietro le quinte (si fa per dire...), penso come tanti che bisognerebbe trovare un volto nuovo, stimabile, affidabile, capace di parlare un linguaggio accessibile a tutti e in grado di indicare soluzioni costruttive per uscire dal tunnel, non solo - operazione diffusa e facile per chiunque - distruggere l'esistente, massacrando il buono e il cattivo, come dice lo slogan popolare buttando via il bambino insieme con l'acqua sporca.
E chi potrebbe essere questo volto nuovo? Un'idea comincio a maturarla, ma devo fare qualche verifica. Non so se sia disponibile a battersi per l'impresa, certo avrebbe la determinazione, le qualità e le forze per provarci. Vedremo nei prossimi giorni...
PARADOSSI. 3. PAGLIA BLOCCATO PER IL CDA RAI, PERCHE'?
Chi mi segue, sa che sono estremamente critico verso "questa" Rai. Ma ciò non vuol dire che non ci siano all'interno del palazzaccio (insidiato dall'amianto, lo ripeto ogni volta che posso) di viale
Mazzini, molti professionisti di prim'ordine. Si potrebbero fare molti nomi (li farò), cito a caso l'ultimo episodio di cui sono venuto a conoscenza. Per il cda Rai, com'è noto, i nomi in ballo sono: Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi per il Pd, De Laurentiis per l'Udc, Verro e Pilati per il Popolo della Libertà. Per la Lega, che potrebbe appoggiare le scelte berlusconiane, e per l'Italia dei Valori, non si sa. E' noto che Monti, con impeto a mio giudizio ammirevole, senza tener conto delle procedure ha indicato per la presidenza la dott.ssa Tarantola (Banca d'Italia) e Gubitosi (Wind) per la direzione generale.
A me piacerebbe che Monti procedesse per la sua strada, indicando anche i nomi di tutti i consiglieri, oltre a quello che per legge gli spetta, come rappresentante del Tesoro: scegliendo lui sia i nomi politicizzati, sia gli esperti tecnici o televisivi. Ma non succederà. Si arriverà a un compromesso con le forze che sempre più svogliatamente sostengono il capo del governo. In questo bailamme, i rumors attendibili riferiscono che
Guido Paglia, accreditato candidato, sia stato "bruciato" sul traguardo. Perchè? Anche in questo caso: tra qualche mese, si sa che Paglia andrà in pensione, perchè non aprirgli il cda? I motivi sarebbero
numerosi: ha esperienza della Rai, ha fedeltà all'azienda e all'Istituzione, ha un carattere coerente, conosce difficoltà e indispensabilità di scelte in relazione ai contenuti, agli organigrammi, ai palinsesti.
Non basa. Fuori. Perchè? Piacerebbe saperlo.
ps. I vertici uscenti della Rai seguono con piacere le indiscrezioni su una possibile crisi di governo ad agosto: tra l'altro, le indiscrezioni su Napolitano in relazione al caso delle trattative tra Stato e mafia sarebbero in parte puramente giornalistiche, nascono da Il Fatto; in parte strumentalizzate dai più diversi ambienti come manovre pro-crisi, essendo il Presidente il più contrario ad elezioni anticipate. Se ci fosse crisi, la destituzione
di Garimberti, Lorenza Lei e del vecchio cda non sarebbe formalizzabile. Sul fronte dei rinvii (aspettando la crisi!...) gioca anche l'ipotesi che la Commissione di Vigilanza, all'insegna dell'esigenza di trasparenza, sia chiamata ad ascoltare i trecento autocandidati"! Nel frattempo, la Lei continua a dirigere come se niente fosse, con tre prospettive: 1. restare a oltranza, fino alle elezioni, in caso di crisi. 2. accettare un buon incarico esterno, come fece Cattaneo quando si trasferì alla Terna, 3. con il sostegno di Agostino Saccà, sempre influente, trasferirsi alla fiction...
Ecco perché mi permetto di consigliare a Monti di agire presto e di testa sua!
22-6-12
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