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Prima scuola di potatura della vite: 19 - 21 Febbraio a Pollenzo, per recuperare un antico mestiere

È stata ideata da due agronomi friulani, i Preparatori d’Uva Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, in collaborazione con Slow Food e l’Università di Scienze Gastronomiche. L’obiettivo? Insegnare ai viticoltori a prevenire le malattie del legno e allungare il ciclo della vite. Il metodo è stato già introdotto nei vigneti di importanti cantine italiane.
, 10/02/2009 (informazione.it - comunicati stampa - agricoltura)

Le lezioni dal 19 al 21 febbraio presso la Banca Vino/Università di Scienze Gastronomiche

Slow Food e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo hanno accolto l’idea degli agronomi e Preparatori d’Uva Marco Simonit e Pierpaolo Sirch: creare la prima scuola di potatura della vite esistente in Italia. Simonit e Sirch hanno infatti recuperato un antico sistema di potature, che previene le malattie del legno e allunga il ciclo di vita della vite, applicandolo alla viticoltura moderna. L’approccio è individuale, fatto di interventi mirati pianta per pianta, con potature sul legno giovane e con il risultato di rendere produttivo un vigneto per almeno 50 anni. Le cause delle devastanti infezioni delle viti, come il mal d’esca e l’eutipiosi, sono da ricercare infatti nelle potature errate, indotte dal fenomeno della meccanizzazione agricola. Dopo una sperimentazione durata 20 anni, dal 2005 i due agronomi friulani hanno cominciato a divulgare il metodo della potatura “soffice” in importanti aziende vitivinicole nazionali. Gaja a Barbaresco, Ferrari in Trentino, Bellavista in Franciacorta, sono alcuni dei grandi nomi del vino italiano ad aver introdotto il loro sistema di gestione dei vigneti.

L’obiettivo è anche quello di recuperare l’antico mestiere del potatore, che come un chirurgo decide il destino della vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta. Così il progetto di Simonit e Sirch di restituire longevità alla vite adesso fa un ulteriore passo avanti con la nascita della prima Scuola di potatura della vite d’Italia, ideata in collaborazione con lo spirito di Slow Food nell’obiettivo comune di rivalutare e ridare dignità ad antiche arti e mestieri. Dopo il corso attivato a inizio febbraio a Castelnuovo Berardenga (Siena), adesso è la volta del Piemonte. Dal 19 al 21 febbraio è in programma un corso di 20 ore presso l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, all’interno dell’agenzia di Pollenzo, a Bra (Cuneo). Il corso (costo 180 €) è così articolato: il primo giorno 4 ore di teoria sugli elementi di base di fisiologia della pianta pià 4 ore di pratica in vigna; il secondo giorno 4 ore di teoria e 4 di pratica sugli aspetti pratici della potatura riferiti alle fasi di allevamento e produzione con i sistemi guyot e cordone speronato. L’ultimo giorno altre 4 ore di prova pratica.

Dalle sperimentazioni dei due agronomi friulani, condotte a partire dal 1988, è emerso infatti che il segreto della longevità della vite dipende in particolare da una potatura corretta, che non provochi ferite sulle porzioni vitali della pianta. Il sistema di coltivazione ad alberello, ad esempio, tipico dell’area mediterranea è particolarmente longevo grazie a potature sul legno giovane, fino ai 2 anni di età. “Con il taglio sui rami giovani la pianta si cicatrizza bene, resistendo meglio alle malattie e conservando la salute della vite – precisa Marco Simonit - Al contrario il taglio sul legno vecchio, dai 3 anni di vita in su, lascia una piaga che compromette la vascolarizzazione della pianta favorendo inoltre un più probabile ingresso dei funghi responsabili delle malattie del legno. La maggiore difficoltà delle nostre ricerche è stata quella di trasferire le vecchie tecniche di taglio nella moderna viticoltura, rappresentata in particolare dai più intensivi sistemi di coltivazione a spalliera, come il guyot e il cordone speronato”.

Informazioni: Preparatori d’uva - e mail: preparatoriuva@preparatoriuva.it, cell. Marco Simonit 348.8555647.

Informazioni sul corso di Pollenzo: e-mail: j.gebser@studenti.unisg.it, tel. 0172.419678
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