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Prima personale italiana di Danica Phelps alla Galleria Glance di Torino

Drawings about the present quickly become work about the past, prima personale italiana di Danica Phelps artista affermata negli Stati Uniti, ma ancora poco conosciuta nel nostro Paese, che alla Galleria Glance di Torino dal 15 maggio al 20 giugno presenterà una serie inedita di disegni che descrivono la cronaca della fecondazione in vitro a cui si era sottoposta in India.
, 29/04/2009 (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura)

Danica Phelps
drawings about the present quickly become work about the past

dal 15 maggio al 20 giugno 2009
inaugurazione venerdì 15 maggio dalle 19 alle 20,30

La Galleria Glance di Torino è lieta di presentare la prima personale italiana di Danica Phelps (nata nel 1971, vive e lavora a New York), artista già affermata negli Stati Uniti, ma ancora poco conosciuta nel nostro Paese.

A Torino, Danica Phelps presenterà una serie inedita di disegni che completeranno idealmente quella presentata nel 2008 alla galleria newyorkese Zach Feuer. Per l’occasione aveva creato “un affascinante disegno che scorre ininterrotto su un lungo foglio” (così Karen Rosenberg sul New York Times), per descrivere la cronaca della fecondazione in vitro a cui si era sottoposta in India. “Disegni dalle linee nette, dalle virtuose sovrapposizioni e dal tocco gentile”, le ha definite David Cohan del New York Sun.

Nella sua prima personale alla Galleria Glance, Danica Phelps porterà la rappresentazione di ciò che è fisiologicamente seguito alla fecondazione nella clinica indiana: una video animazione sulla sua gravidanza e una serie di disegni sulla crescita del figlio Orion, il vero protagonista della mostra, che sarà presente all’inaugurazione.

Saranno esposti anche una scultura mobile e la scritta a parete che dà il titolo alla mostra: “Drawings about the present quickly become work about the past” (disegni sul presente diventano presto lavori sul passato). Metà della frase sarà disegnata con motivi floreali, mentre quelli veri serviti da modello appassiranno lentamente su un piedistallo.
Da sempre simbolo di vanitas, i fiori di Phelps sono in più legati, così come il titolo della mostra, alla maternità. Dice l’artista: “Vedo mio figlio crescere così rapidamente che è come se morisse ogni notte, per rinascere la mattina seguente. I fiori e i miei disegni sono una metafora perfetta del tentativo di cogliere il presente che però subito sfugge”.

Tutto il lavoro dell’artista americana è strettamente collegato alla sua vita privata. Il legame tra arte e biografia si è diffuso nel ‘900, prima grazie ai movimenti Dada e Futurista e, poi, al Fluxus e alla Body Art. Ma è evidente la differenza tra l’arte di Danica Phelbs e quella di Duchamp, Martinetti, Maciunas, Beuys, Abramovich, Burden, Schneemann, Nitsch, Orlan, Gilbert e George. Al contrario di questi, e di molti altri, lo scopo della giovane newyorkese non è trasformare la propria vita in un’eterna performance.
Non è la pratica artistica a influenzare la quotidianità: è l’esatto contrario. Nei lavori di Phelps materiale creativo sono l’esistenza stessa e le tracce che ogni giorno essa lascia. Non solo azioni quotidiane, ma anche “virtuali” e ben poco artistiche come i movimenti di un conto bancario, prendono la forma di ispirazioni concrete.
Un esempio della trasformazione della quotidianità in opera d’arte è la serie con cui per dieci anni ha tracciato i suoi movimenti finanziari. In mostra ci sarà l’ultima Chart (tabella), che riporta giorno per giorno, in linee di tre colori (verde, rosso e grigio), le sue spese, i suoi guadagni e i suoi debiti. L’artista ha interrotto queste serie due anni fa: “Dal 1996 al 24 gennaio 2007 – racconta -, ho annotato quotidianamente tutto ciò che ho fatto e che ho speso. Ora ho smesso, voglio che sia la mia memoria a ricordare e che lo faccia in maniera più selettiva”.
Gli appunti, gli scontrini, gli estratti conto su cui si basavano queste opere non sono però andati perduti, ma sono stati riciclati per creare le lettere della scritta murale e i numeri (che si riferiscono proprio ai movimenti bancari) della scultura mobile.

Danica Phelps raffigura il fluire del presente. Lo fa in disegni dal tratto sottile, che imprimono sulla carta la realtà e ne conservano il ricordo, e in lavori che usano la memoria come materiale da costruzione modificabile e riassemblabile ogni volta in modo nuovo e inedito.

Danica Phelps (New York, 1971. Vive e lavora a Brooklyn) espone regolarmente presso alcune delle più apprezzate gallerie americane e europee come Zach Feuer (New York), Sister (Los Angeles), Dina4 Projekte (Monaco di Baviera, Berlino), Rotwand (Zurigo) e Nieves Fernandez (Madrid) e Ritter/Zamet (Londra). Ha partecipato numerose collettive in spazi istituzionali come: il Pan di Napoli, il Center for Maine Contemporary Art di Rockport, il Chicago Cultural Center (2008), il Contemporary Arts Museum di Houston, la City University of New York, la DaimlerChrysler Contemporary di Berlino (2007), il GAK di Brema, il Magasin 3 di Stoccolma (2006). Il suo lavoro è in numerose collezioni pubbliche e private.

fino al 20 giugno da martedì a sabato dalle 15,30 alle 19,30
in altri giorni e orari su appuntamento

Galleria Glance
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