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I mercati azionari internazionali. Analisi a cura dell’Ufficio Studi di Union Investment
Sin dall’inizio dell’anno i mercati azionari di tutto il mondo hanno far i conti con la continua caduta della maggior parte dei corsi, tendenza negativa che non accenna per il momento ad attenuarsi.
MILANO, 16/02/2009 (informazione.it - comunicati stampa) Sin dall’inizio dell’anno i mercati azionari di tutto il mondo hanno far i conti con la continua caduta della maggior parte dei corsi, tendenza negativa che non accenna per il momento ad attenuarsi. La stagione dei report trimestrali, che non si è ancora conclusa, ha messo in luce dati di profitti ridotti, aggravati dalle debolezze della generale situazione economico finanziaria. I dati societari negativi sono stati puniti ancor più dalle perdite dei corsi. Appare davvero esiguo il numero di aziende che potranno far registrare profitti a due cifre. Tra queste citiamo il gruppo Siemens che può sperare ancora in lauti profitti, anche se tuttavia il futuro del gruppo nel suo complesso risulta ancora incerto.

Molti governi, per sostenere la situazione e favorire lo sviluppo economico, hanno deciso di creare dei fondi per smobilitare la situazione di stallo e ridare equilibrio ai mercati azionari internazionali. Fra tutti il governo di Berlino che sta per emettere sul mercato fondi per un valore di 50 milioni di euro, la cifra più alta messa sul mercato nella storia del pese dal dopoguerra ad oggi. Il nuovo governo degli Stati Uniti dal canto suo, sotto la guida di Barak Obama, ha approntato piani di controllo e misure da attuare nel settore delle infrastrutture e a sostegno dell’occupazione per un importo complessivo di 900 miliardi di dollari.

La situazione appare piuttosto desolante per quanto riguarda i titoli bancari e assicurativi che nel quarto trimestre hanno totalizzato un saldo negativo che si è protratto anche nel mese di gennaio. Citigroup ha registrato perdite molto pesanti, Bank of America ha dovuto ricorrere a un’iniezione di nuova linfa del valore di 20 miliardi di dollari e Deutsche Bank ha dichiarato un deficit inaspettatamente alto di circa 5 miliardi di euro nel quarto trimestre del 2008. Tutto questo ha portato a un mese di gennaio segnato ancora una volta da un saldo in rosso.

In molti ambiti economico finanziari e governativi si é discussa anche l’eventuale creazione di una “ Bad Bank” che dovrebbe farsi carico dell’acquisto dei titoli tossici delle banche per dar loro un po’ di respiro.
Relativamente bene è andato invece il settore farmaceutico dove si è assistito alla sensazionale acquisizione di Wyeth da parte della più grande società farmaceutica al mondo, la Pfizer. Pur di rafforzare il proprio business nel settore dei vaccini, a dispetto della difficile situazione di crisi, la prima società al mondo in questo campo è disposta a investire 68 miliardi di dollari. Ma la vera notizia sta nel fatto che le banche sono pronte a garantire i prestiti per finanziare una parte dell’operazione di acquisizione, anche se in molti casi si parla di un prestito clip.

Resta però il problema che i deboli dati economici finora pubblicati continuano a non riuscire a sostenere realmente i mercati anche se è tornato un po’ di dinamismo e questo per alcuni operatori potrebbe significare una prima vaga luce in fondo al tunnel. In ultima analisi però bisogna registrare il fatto che i mercati azionari mondiali hanno chiuso comunque anche il mese di gennaio registrando una consistente caduta dei corsi. Gli indici Nikkei e Dax hanno infatti perso il 9,8 per cento del loro valore e il Dow Jones Industrial Average (DJIA) ha dovuto chiudere a 8.000 punti base che rivelano una perdita del 8,8 per cento.

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