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AVENNA FESTIVAL 2012. Nella pineta di Classe si rinnova l’appuntamento con il Concerto Trekking

Punto di partenza e di arrivo del trekking sarà il Parco 1° Maggio (Fosso Ghiaia, Ravenna), il 27 giugno 2012: Trekking ore 18, Concerto ore 21.30
Forlì, 30/05/2012 (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura)

RAVENNA FESTIVAL 2012
Nella pineta di Classe si rinnova l’appuntamento con il Concerto Trekking

Nel cuore della pineta di Classe, al parco Primo Maggio, presentata la terza edizione del Concerto Trekking di Ravenna Festival.
Intervenuti: Antonio De Rosa e Franco Masotti (Ravenna Festival), Giovanni Monti (Vice Presidente Coop Adriatica), Guido Guerrieri (Ass.re Ambiente Comune di Ravenna), Giovanni Nobilli (Resp.le Ufficio Biodiversità Corpo Forestale), Luisa Cottifogli (musicista), Ciro Costa (Presidente Ass.ne Trail Romagna) e Elisabetta Baldrati (Pres. CAI Sezione di Ravenna). Nell’occasione è stata presentata anche l’iniziativa ‘Passi del silenzio:da Sant’ Apollinare in Classe all’Eremo di Camaldoli sulle tracce di San Romualdo’.

Se il percorso tematico di Ravenna Festival prende avvio da un nucleo centrale, un ‘cuore’, rappresentato dal millenario della fondazione del Sacro Eremo di Camaldoli ad opera di Romualdo di Ravenna non potevano mancare percorsi paralleli come quello della ‘montagna’ e del ‘bosco’. Percorsi che saranno interpretati tra gli altri dal Coro della SAT (l’indiscussa eccellenza in questo ambito in programma il 15 giugno al Teatro Alighieri) e da un progetto speciale elaborato per il Festival dalla musicista e cantante Luisa Cottifogli - “Come alberi d’inverno” - ospitato nell’antica Pineta di Classe (che è giunta fino ad oggi anche grazie alle secolari cure dei monaci camaldolesi, pii anticipatori della green economy) che ripropone, mercoledì 27 giugno (alle 18 il trekking e alle 21.30 il concerto), quella formula del Concerto Trekking – organizzato in collaborazione con Trail Romagna - che tanto successo ha riscosso nelle ultime edizioni del festival. L’albero è collegamento tra cielo e terra, ha radici ben piantate nel sottosuolo, e tronco e rami che si estendono verso l’alto, similmente alla vita umana che si divincola fra terra, materia, “inferno” e cielo, spiritualità, “paradiso”. Come la musica di questo singolare concerto, giocata tra nordiche tradizioni di montagna (dai canti alpini alle vocalità difoniche inuit) ed elettroniche sonorità contemporanee.

Il ‘teatro’ di questo evento – realizzato con il ‘solidale’ contributo di Coop Adriatica - è un comprensorio costiero ormai unico, un mosaico di notevole complessità ed interesse costituito da diversi habitat, tutti di particolare pregio naturalistico, rappresentativi di ambienti naturali residui quali spiagge, sistemi dunali, pinete, zone umide costiere e una foce fluviale. La storica Pineta di Classe, carica della sua storia secolare, dell’atmosfera e delle sensazioni che trasmette, sempre diverse, ogni volta che ci si inoltra tra l’intreccio dei suoi sentieri ed il groviglio della sua vegetazione, a tratti lussureggiante ed impenetrabile, a tratti maestosa e vetusta. Poi appare l’Ortazzo, zona umida bordata da una quinta di pini domestici, un ambiente inequivocabilmente ravennate, degrada nell’Ortazzino e nelle anse prossime alla foce del Bevano, dove già si percepisce il sentore dell’aria marina, con le ampie aree con sterpaglie di vegetazione alofila, scomparse o rarissime altrove. La pineta costiera, in prima linea a proteggere i delicati equilibri. Infine la spiaggia e le dune, una cornice dorata per tanta rara ed inaspettata bellezza.

Punto di partenza e di arrivo del trekking sarà il Parco 1° Maggio (Fosso Ghiaia, Ravenna), una vasta area circondata dagli stessi pini che scandiscono lo spazio dove si svolge la tragica storia di Nastagio degli Onesti scritta dal Boccacio (Decameron) e illustrata da Botticelli, la stessa pineta che Dante cita nel XXVIII canto del Purgatorio: “...tal qual di ramo in ramo si raccoglie per la pineta in su’l lito di Chiassi, quand’Eolo scilocco fuor discioglie”, amata e frequentata da altri poeti come Byron, Wilde e D’Annunzio. Il giro ad anello condurrà i partecipanti fino alla foce libera e sinuosa del Bevano, l’unica foce intatta dell’Adriatico settentrionale, con meandri fociali e barra di foce di bassi fondali e un paesaggio pressoché unico di dune vive, in via di formazione e rimodellamento continuo per tornare al punto di partenza dopo circa 10 km dove un rinfrancante ristoro realizzato in collaborazione con Coop Adriatica accoglierà i camminatori.

Come alberi d’inverno
di Luisa Cottifogli-
L’albero è collegamento fra cielo e terra, ha radici ben piantate nel sottosuolo e tronco e rami che si estendono verso l’alto. Similmente anche la vita umana si dibatte fra “inferi”, materia , radici, rigori invernali … e cielo, spiritualità, tensione verso la cima. Nel rapporto dell’uomo con la montagna si esplicita questo eterno dibattito tra inferno e paradiso: una tensione che la gente di altura vive da sempre.
Vi sono atleti-filosofi che in un rapporto diretto con la montagna ne hanno scalato le vette, aprendo vie per toccare il cielo; e uomini che ne hanno scavato le interiora nel durissimo e secolare lavoro delle miniere. Vi sono esseri umani che in montagna cercano il nutrimento per le greggi, vivendo lunghe stagioni lontano dai propri simili in simbiosi completa con la natura circostante e gli animali. E c’è gente che sceglie di cercare sé e Dio nel silenzio dei boschi più isolati, traendo medicine e nutrimento dalle piante che la natura mette a disposizione. Migliaia di uomini nella storia recente delle grandi guerre hanno arrampicato e scavato i crinali da soli o con l’aiuto dei muli, per conquistare qualche metro di roccia al nemico.
La musica di “Come alberi d’inverno”si muove così fra tradizione nordica e di montagna (canti alpini e della grande guerra, ma anche vocalità difoniche e gutturali che evocano la cultura inuit o i paesaggi del “Tetto del mondo”) e composizioni originali scritte ad hoc, nelle quali il gioco delle voci si intreccia all’elettronica e alle sonorità contemporanee. In poche parole : montagna, inverno, colore bianco con tocchi di grigio e di azzurro, nord … visti e vissuti dagli esseri umani.
Protagoniste indiscusse sono le VOCI, utilizzate sia in modo tradizionale che in modo inusuale, come fossero strumenti . Assieme alla mia voce cantano quelle del vocalist Oskar Boldre, poliedrico e fantasioso sperimentatore, quelle del Coro CeT, giovane erede ma anche maturo e blasonato interprete del repertorio del Coro della SAT, e quelle dell’ Orchestra Vocale del Sabato, ensemble nato di recente all’interno dei seminari da me tenuti. I suoni strumentali sono quelli di due artisti nordici per vocazione, capaci di dipingere emozionanti paesaggi sonori: Gabriele Bombardini alle chitarre e all’elettronica - qui nel ruolo anche di compositore e arrangiatore - e Gianni Pirollo al clarinetto, sax e pianoforte.
Alcuni appunti miei assieme a testi tratti dagli scritti di Mario Rigoni Stern, Mauro Corona, Enzo Bianchi serviranno ad accompagnare gli spettatori in questo viaggio sulle altezze.
Il lavoro è dedicato a due persone recentemente scomparse: all’amico alpinista-filosofo Cesarino Fava e a mio padre Giuseppe Cottifogli.


mercoledì 27 giugno | Parco 1° maggio
Concerto Trekking
Trekking ore 18
Concerto ore 21.30

Come alberi d’inverno
un progetto originale di e con Luisa Cottifogli voce, composizioni, arrangiamenti vocali

Gabriele Bombardini chitarre, elettronica, composizioni, arrangiamenti strumentali
Oskar Boldre voce, strumenti e percussioni vocali, canto difonico
Gianni Pirollo clarinetto, sax, pianoforte
Coro CeT - “Canto e Tradizione”
Orchestra Vocale del Sabato
Cristina Busin per Cooperativa Alpes ricerca materiale letterario

Produzione di Ravenna Festival

Trekking (incluso concerto) euro 15
Concerto (ingresso) euro 15.

Info: 0544249244
www.ravennafestival.org
www.trailromagna.eu

19 - 25 Giugno
Nel millenario della fondazione dell’Eremo di Camaldoli
Passi del silenzio
da Sant’Apollinare in Classe all’Eremo di Camaldoli sulle orme di San Romualdo

Partner: Congregazione dei Monaci Camaldolesi, Ravenna Festival, Provincia di Ravenna, Istituzione Biblioteca Classense

…se saranno gl’Eremiti studiosi veramente della solitudine, bisognerà che habbiano
grandissima cura, & diligenza, che i boschi, i quali sono intorno all’Eremo,
non siano scemati, ne diminuiti in nium modo, ma piu tosto allargati, & cresciuti.

Nel millenario della fondazione dell’Eremo di Camaldoli da parte di San Romualdo da Ravenna, Trail Romagna apre una via di pellegrinaggio sulle orme del monaco benedettino nel percorso da Sant’Apollinare in Classe (monastero dove fu ordinato), all’Eremo. Con la consulenza di Don Facchini, il massimo esperto della vita di San Pier Damiani, e di Padre Fossa, superiore del Monastero di Camaldoli e studioso della storia dell’ordine, sono stati vagliati i possibili itinerari seguiti intorno all’anno Mille dal santo ravennate. L’ipotesi più probabile disegna un percorso che passa da Faenza, città ricca di testimonianze camaldolesi e al centro di una delle vallate più frequentate nel tragitto verso Firenze, e conduce attraverso il crinale di Modigliana prima all’antica chiesa di San Valentino poi, all’Eremo di Gamogna (eretto da San Pier Damiano) e a San Benedetto in Alpe dove Romualdo fondò una delle sue comunità.
I primi passi si muoveranno il 19 giugno, giorno di San Romualdo e dopo sette tappe che toccheranno luoghi significativi, si giungerà all’Eremo di Camaldoli il 25 giugno, giorno di dedicazione della chiesa.
Il cammino, oltre a prevedere momenti di raccoglimento, vuole unire idealmente due grandi aree verdi, ora protette: l’antica Pineta di Classe e la Foresta Casentinese. Su quest’ultima è stato recentemento pubblicato “Il Codice Forestale Camaldolese”, un testo che raccoglie le ‘regole’ di gestione del verde, frutto della sapienza dei monaci che custodendo amorevolmente questo Patrimonio ne hanno consentito la conservazione, norme che probabilmente furono osservate anche dai monaci di Classe e che, oggi, possono essere considerate alla radice della sostenibilità.
Un percorso – Sant’Apollinare in Classe, San Pietro in Vincoli, Faenza, Modigliana, Tredozio, Gamogna, San Benedetto in Alpe, Campigna, Eremo di Camaldoli – apparentemente illogico (nel senso che non è il più diretto) come del resto ‘illogico’ fu il lungo itinerare del monaco ravennate difficilmente assimilabile ad un sistema e ad un progetto definito. Un cammino nel silenzio in continua ascesa (da 0 a 1100 m slm) in cui ogni partecipante possa guardare dentro di sé e, al tempo stesso, oltre le altissime cime degli abeti bianchi che cingono l’Eremo, ma anche un confronto, uno scambio di sensazioni al termine di ogni tappa, ‘in equilibrio tra solitudine e vita comune’.
Ulteriori Informazioni
Giancarlo Garoia
RETERICERCA

retericerca@libero.it
Allegati
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