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Bilancio Comune di Milano e ICI – Preoccupazione Assoedilizia

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Preoccupazione di Assoedilizia per la mancata copertura del taglio dell’ICI, da parte del Governo.
, 13/01/2010 (informazione.it - comunicati stampa - varie) Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia: “Lo Stato non può sottrarsi, neppure in parte, al dovere di integrare i bilanci comunali, privati dell’introito dell’ICI della prima casa”.
Assoedilizia, in relazione al bilancio del Comune di Milano che presenta il problema della mancata copertura in via compensativa integrale dell’ICI da parte dello Stato, a seguito della esenzione dall’imposta prevista per le abitazioni principali in proprietà, esprime preoccupazione che ciò possa dar luogo ad un inasprimento della pressione fiscale sugli immobili ancora soggetti ad ICI.
Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:
“Lo Stato, con l’esenzione ICI per le abitazioni principali in proprietà realizzata in modo errato (attraverso l’eliminazione diretta dell’obbligo tributario e non viceversa mediante il meccanismo della detrazione fiscale dalle imposte erariali) ha modificato unilateralmente il sistema della finanza locale, riducendo il gettito fiscale a favore dei comuni.
Non può dunque sottrarsi, neppure in parte, al dovere di integrare i bilanci comunali, privati dell’introito dell’ICI della prima casa.”
Infatti lo Stato si è impegnato a compensare i Comuni stessi del minor gettito conseguente a tale manovra. Ma stenta ad adempiere all’impegno (lo stesso meccanismo dei trasferimenti compensativi genera equivoci e contestazioni ) tanto da costringere già il comune di Milano a ricorrere ai procedimenti di revisione catastale per incrementare il gettito dell’ICI, dovuta dai contribuenti che sono ancora tenuti al pagamento di questa imposta: con un incremento totale di gettito annuo ICI, stimato nell’ordine di 16 milioni di euro.
Si ricorda che gli immobili ancora soggetti all’obbligo ICI sono anzitutto le abitazioni concesse in locazione, anche se aventi caratteristiche popolari; ma anche gli uffici, i negozi, i laboratori artigianali, i bar, gli edifici industriali, i magazzini. Quindi proprio quella parte dello stock immobiliare che avrebbe bisogno di sostegno fiscale in un momento di crisi economica.
Si fa presente che la riduzione al 4 per mille dell’aliquota ordinaria del 5 per mille ( che resta applicabile nella generalità dei casi ) a favore degli immobili oggetto di contratti agevolati, disposta dal Comune, è di scarsissima, se non inconsistente, incidenza sul bilancio comunale, dato l’esiguo ricorso che, nella nostra città, si fa a tale forma contrattuale.

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