Nuovo fondo immobiliare a cedola trimestrale per il portafoglio
Nel report di oggi presentiamo un particolare fondo immobiliare Usa a cedola trimestrale, quotato a Wall Street, al centro dell'attenzione degli analisti, con un dividendo derivante da affitti pari al 6,2% annuo e una storia di 21 anni di crescite consecutive della cedola.
London, 22/02/2011 (informazione.it - comunicati stampa) Proseguiamo nella strategia di spostare i nostri portafogli verso titoli ad elevato dividendo per fronteggiare la crescente inflazione. La settimana appena trascorsa, con una seduta in meno dovuta alla festività americana di ieri del President’s Day, ha confermato il trend positivo per i nostri portafogli, con diversi titoli che hanno toccato i livelli più alti degli ultimi 18 mesi. Dopo settimane di forti rialzi, i mercati azionari hanno accumulato un forte ipercomprato che potrebbe rientrare nelle prossime sedute con possibili prese di beneficio da parte degli investitori. Non sono quindi da escludere possibili correzioni di breve termine, che potrebbero prendere a pretesto l'attuale situazione di incertezza in Nord Africa. Secondo gli analisti, il trend di lungo termine rimane però saldamente positivo, stimolato dalle forti crescite degli utili registrate dalle grandi aziende internazionali. Un eventuale storno nelle prossime settimane, dovrebbe quindi essere sfruttato per mettere ordine nei portafogli, accumulando posizioni su quelle società più sottovaluate, oggetto delle nostre recenti analisi, con le migliori prospettive in termini di crescite e dividendi.Boom del Fotovoltaico - Investire nel comparto tramite un ETF specializzato
Nelle ultime sedute è proseguito il trend brillante dei titoli collegati con l’energia solare. Il boom della domanda globale di pannelli fotovoltaici sta spingendo al rialzo in queste ultime settimane le quotazioni delle maggiori società del settore. In questo contesto, ai primi due posti per performance da inizio 2011, troviamo nel nostro portafoglio Top Analisti due aziende cinesi specializzate nel settore. Si tratta di Ldk Solar, quotata sul Nyse con simbolo LDK e Suntech Power, quotata sul Nyse con simbolo STP, con progressi rispettivamente di +42,7% e +33,7% in poco più di un mese. In particolare, Ldk Solar presenta multipli particolarmente contenuti, con un price earning tendenziale pari a sole 5,9 volte e una crescita prevista degli utili pari a +25% annuo per ciascuno dei prossimi 3-5 anni. In questo contesto, la scorsa settimana gli analisti di “The Street”, in un articolo intitolato “Dieci società cinesi con potenziali di crescita” ha riconfermato Ldk Solar come uno dei titoli con i potenziali più elevati per l’anno in corso. Nel nostro report di martedì 28 dicembre scorso, in un articolo intitolato “Due ETF Leader per il 2011”, avevamo già anticipato ai nostri lettori questo trend. In quella occasione, avevamo presentato un ETF altamente specializzato nel settore. Nel report scrivevamo” Questo ETF, oggi particolarmente sottovalutato, investe nelle 30 migliori società operanti nel settore delle energie pulite a livello mondiale, uno dei temi che presenta secondo gli analisti le maggiori potenzialità di crescita nei prossimi anni.” Da quella data, il titolo mostra già un progresso di +11,3% e si conferma come uno dei più semplici e potenti strumenti per partecipare al forte business delle energie rinnovabili previsto per i prossimi anni. Nel congratularci con i lettori che hanno seguito le nostre raccomandazioni di inizio anno, ricordiamo ancora una volta che i governi di molti paesi del mondo stanno da tempo attuando politiche atte a ridurre la dipendenza dal petrolio e dal carbone, al fine di diminuire le importazioni, e questo processo di spostamento verso le nuove forme di energia è ormai irreversibile. Solare, eolico, idroelettrico e geotermico acquisiranno di conseguenza sempre maggiore importanza nei prossimi anni, specialmente in quelle economie emergenti che necessitano di forti quantitativi energetici per alimentare la crescita interna. Nonostante i guadagni messi a segno nel breve termine messi a segno, questo ETF presenta ancora ottime opportunità di ingresso ai livelli attuali, quotando ancora a meno della metà dai picchi toccati tre anni fa, prima della fase di recessione globale. I titoli del solare, pur essendo tradizionalmente investimenti più volatili e orientati al lungo termine, rimangono particolarmente interessanti per l’inserimento in un portafoglio diversificato che punti a crescite superiori. In questo contesto, abbiamo destinato a questo ETF una quota pari al 3,5% del portafoglio ETF, con un controvalore pari a 527 azioni. Consigliamo di accumulare posizioni su questo fondo approfittando di eventuali debolezze nel breve termine. Vediamo ora nel dettaglio le principali modifiche da apportare ai nostri portafogli.
Inflazione in aumento: Spostare gli investimenti immobiliari verso i paesi emergenti
Etf Italia – Questo particolare modello è uno dei più replicati dai nostri lettori e abbonati, e si compone attualmente di 25 tra ETF e fondi chiusi tutti quotati sulla borsa di Milano, facilmente negoziabili con qualsiasi banca o intermediario di trading on-line. Dal 1 gennaio 2009 ad oggi, il modello segna una performance pari a +44,1%. La facilità di utilizzo dello strumento ETF permette anche con piccole disponibilità di costruire portafogli fortemente diversificati, puntando su aree del mondo o settori specifici in forte crescita difficilmente raggiungibili con investimenti diretti in azioni. La scorsa settimana abbiamo dedicato ampio spazio ad un nuovo interessante ETF che abbiamo appena inserito nel portafoglio, specializzato in investimenti immobiliari a rendita nei nuovi paesi emergenti dell’Asia. Questo ETF raggruppa infatti in un unico fondo le più importanti società immobiliari e società di investimento immobiliari (REITS) quotate dei paesi sviluppati dell'Asia la cui previsione del rapporto dividendo/prezzo a un anno è del 2% o superiore. In sintesi, si tratta di una potente macchina da reddito che include solamente quelle realtà che offrono ai propri azionisti dividendi derivanti da affitti a tassi superiori agli attuali livelli di inflazione. Il dividendo medio, corrisposto ai partecipanti in rate trimestrali a febbraio, maggio, agosto e novembre di ciascun anno, è pari al 3,28%, a cui si aggiungono elevati potenziali di apprezzamento delle quotazioni nel medio lungo periodo. I dati superiori alle attese relativi all’inflazione pubblicati la scorsa settimana negli Stati Uniti hanno confermato le nostre preoccupazioni per una possibile crescita eccessiva nel medio periodo. La forte liquidità immessa nel sistema dalle banche centrali nel corso degli ultimi anni, unita ad un debito pubblico dei maggiori paesi a livelli particolarmente elevati, potrebbe convincere o addirittura obbligare le grandi economie a stampare grandi quantitativi di valuta. Questa visione è stata parzialmente confermata ieri dalla Bce, che si è detta preoccupata per un'inflazione superiore al previsto. Lo ha detto, in un discorso pronunciato ad Hong Kong, il membro del consiglio della banca centrale, Lorenzo Bini Smaghi, aggiungendo che i rialzi recenti dei prezzi dei generi alimentari potrebbero essere permanenti. Secondo Marc Faber, uno degli analisti del pannello di esperti da noi regolarmente monitorati, la Banca Centrale Americana si sta già muovendo in questo contesto, inondando il mercato di dollari. In questo contesto, Faber definisce i titoli di stato Usa come un investimento suicida nel medio periodo. Con il petrolio, i prodotti agricoli e i metalli preziosi che segnano nuovi record, i prezzi hanno ormai intrapreso un trend che potrebbe produrre ulteriore inflazione nel futuro. Uno dei metodi più efficaci e tradizionali per difendersi da questi rischi è acquistare immobili a rendita. Gli immobili, costituiscono infatti uno degli strumenti più difensivi in momenti di inflazione crescente, storicamente l'asset preferito dagli investitori e meno correlato con l’andamento più volatile dei mercati azionari. Questo è ancora più vero se gli investimenti sono indirizzati verso quelle aree del mondo dove le crescite del settore sono ancora più esplosive come ad esempio in Asia. Abbiamo pertanto deciso, contestualmente al nuovo acquisto sull’ETF immobiliare in Asia, di vendere in data di oggi la nostra quota su iShares FTSE/EPRA European Property Index Fund, quotato a Milano con simbolo IPRP.MI, e codice Isin IE00B0M63284. In sintesi, mantenendo la stessa esposizione complessiva sul settore immobiliare del portafoglio ETF Italia, con questa importante modifica di portafoglio spostiamo maggiormente la nostra attenzione dall’Europa all’Asia, dove le rendite attese per i prossimi anni sono più elevate. Vendere quindi in data di oggi 173 azioni di iShares FTSE/EPRA European Property Index Fund e comprare contestualmente 192 azioni del nuovo ETF immobiliare a rendita, specializzato sull'Asia.
Dividendo 6,2% e 21 anni di crescite della cedola – Nuovo fondo immobiliare a rendita trimestrale
Top Analisti - Il portale finanziario The Motley Fool, ha recentemente definito questa società come “una delle migliori aziende ad elevato dividendo nel ristretto gruppo dei “Dividend Aristocrats”, l’elite delle società Usa che vantano lunghe storie di crescite consecutive delle cedole. Contestualmente, la scorsa settimana, uno degli analisti da noi regolarmente monitorati, con oltre 23 anni di esperienza maturata nel settore immobiliare, ha emesso un giudizio particolarmente positivo sul titolo, inserendolo nella lista dei favoriti per il 2011, grazie alle crescite dei flussi di reddito previste per i prossimi anni.
E’ facile condividere le opinioni positive degli analisti su questa brillante azienda. Negli ultimi 15 anni, la società ha superato indenne importanti eventi internazionali, come la bolla dei titoli internet del 2000, il crollo delle Torri Gemelle del 2001 e la recente crisi immobiliare del 2007-2008, mettendo a segno una invidiabile performance caratterizzata da lunghi trend di stabilità. Dal 1995 ad oggi, tra dividendi e crescite di valore, il titolo ha evidenziato un risultato pari a +13% annuo composto, contro un tasso di +6,4% ottenuto dall’indice S&P500 nello stesso periodo. In sintesi, un capitale di 100.000 dollari investito in questa società nel 1995 è diventato oggi ben 625.400, dollari confermandosi come una delle macchine da reddito più potenti di questi ultimi anni tra tutte le società quotate a Wall Street e creando un forte valore aggiunto per gli azionisti.
Un milione di metri quadrati interamente affittati
I nostri lettori che seguono il portafoglio Top Analisti e che desiderano un approccio professionale e diretto verso il settore immobiliare, troveranno in questo particolare titolo una interessante opportunità di investimento. Si tratta di uno dei maggiori fondi (REIT) americani specializzati in questo settore, con un portafoglio di 1.037 proprietà immobiliari, situate in 43 stati con un totale di oltre un milione di metri quadrati, affittate a più di 275 locatari operanti in 36 diverse tipologie industriali. Attualmente, il tasso di occupazione degli immobili è quasi totale, con una quota pari al 97,3%, garantendo una invidiabile stabilità di reddito. I contratti di affitto presentano in media una durata residua di 11 anni, che proietta le attuali rendite almeno fino al 2020. Attualmente, il portafoglio immobiliare fornisce una maxi rendita annua in termini di dividendo pari al 6,2% annuo, corrisposta agli azionisti in rate trimestrali, ad aprile, luglio, ottobre e gennaio. Si tratta di una delle cedole più elevate tra tutti i titoli che compongono il nostro modello. La società è sempre stata particolarmente attenta alla stabilità della remunerazione e attualmente fa parte di un ristretto numero di 114 aziende sulle oltre 10.000 quotate che hanno aumentato ogni anno la cedola nel corso degli ultimi 21 anni. Non a caso, il motto della società è: “The dividends are here!”
Si tratta di un investimento che potrà contribuire sensibilmente a migliorare la rendita complessiva dei nostri portafogli confermandosi come una potente ed efficace copertura in caso di aumenti maggiori dell’inflazione in un ottica di medio lungo periodo. In questo contesto, gli analisti da noi monitorati continuano a monitorare con attenzione questo fondo immobiliare, con un giudizio di STRONG BUY. Nonostante i rialzi già conseguiti, il titolo non è caro e quota attualmente a 15,5 volte gli utili attesi per l’anno in corso. Attualmente, abbiamo destinato a questo investimento una quota pari al 1% del portafoglio, con un controvalore pari a 327 azioni. Comprare in data di oggi il titolo.
Regola base: disciplina di investimento
Noi consideriamo lo stile "value classico" come un metodo disciplinato, conservativo e di buon senso. Investire "value" è a nostro avviso il modo migliore per approcciare il mercato nel lungo termine. (London Market Research Ltd)
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