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Flavio Cattaneo / Borsa: Terna guida la classifica dei titoli ad alto rendimento

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Terna, AD Flavio Cattaneo, guida la classifica dei titoli ad alto rendimento
Roma, 24/04/2012 (informazione.it - comunicati stampa - economia) Terna, AD Flavio Cattaneo, guida la classifica dei titoli ad alto rendimento

Generosa, sì. Anche se non bisogna dimenticare che nel frattempo Piazza Affari ha lasciato sul terreno il 30%. A guidare la pattuglia dei titoli ad alto rendimento troviamo Enel, Terna, Snam, Atlantia, ed Eni con rendimenti superiori al 6%. Restano invece quasi tutti a bocca asciutta gli azionisti dei titoli del settore bancario. Nessuna cedola in vista per Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare e Unicredit. Un dejà vu dopo che anche nel 2010 non erano stati distribuiti dividendi. Brillano anche le small cap.

Scorrendo la lista delle società a media capitalizzazione sono quasi una ventina quelle che rendono oltre il 3% con punte superiori al 7% per Banca Carige, Hera, Sias e Marr. Quest’ultima è anche il primo titolo appartenente al segmento Stara fare parte della lista dei titoli ad alto rendimento. Complessivamente si stima che nel corso dei prossimi tre mesi torneranno nella tasche degli investitori oltre 13 miliardi di euro. Un flusso di denaro che potrebbe dare una «Scossetta» a Piazza Affari, dominata dalla volatilità e dalle preoccupazioni sulla tenuta del debito pubblico.

Ritorno Un ritorno di fiamma che potrebbe consentire una sovraperformance rispetto al mercato. La pensa così anche Mauro Vicini, direttore del sito Websim.it secondo il quale, «la stagione dei dividendi è quella più favorevole per i titoli italiani che tornando a destare l’interesse soprattutto degli investitori istituzionali esteri. Sulla base delle nostre analisi abbiamo infatti riscontrato che nei mesi compresi tra aprile e giugno, ovvero quelli dove si concentra lo stacco dividendi, i titoli ad alto rendimento vanno meglio del mercato». Occhi puntati sulle cedole, quindi, ma con giudizio. Esistono casi in cui la generosità non basta ad allontanare le nuvole.

È questo il caso di Enel che in Borsa ha deluso. «Gli investitori – spiega Patrizio Pazzaglia, responsabile investimenti di Banca Leonardo – sono preoccupati dai cambi regolatori e fiscali in atto in Italia. Un contagio che potrebbe estendersi anche alla Spagna dove la società guidata da Conti è presente attraverso Endesa. Nel paese iberico c’è il rischio che le politiche di rigore del governo vadano a colpire soprattutto il settore energetico mettendo a rischio non tanto le cedole correnti ma la sostenibilità di quelle future». Ad Enel quindi potrebbe non bastare un rendimento superiore al 10%, serve uno scenario più stabile. Situazione completamente diversa invece per Eni. Secondo Banca Leonardo è un titolo da mettere in portafoglio. Nonostante la correlazione con il prezzo del petrolio e quindi una ciclicità di fondo, le attuali valutazioni sono giudicate interessanti anche rispetto alle società concorrenti. Poi c’è l’appeal della scissione di Snam Rete Gas che creerà valore per i soci di minoranza portando una riduzione del debito che libererà risorse per fare acquisizioni. L’investimento in Mozambico starebbe inoltre producendo frutti insperati.

Lista Nella lista dei titoli ad alto rendimento preferiti da Websim si trova invece Telecom Italia. Secondo Mauro Vicini, «il gruppo guidato da Franco Bernabè è una storia interessante soprattutto nel caso dei titoli di risparmio che rendono oltre 1’8% ai prezzi attuali». Dal punto di vista speculativo c’è poi l’a possibilità dello scorporo della rete anche se le condizioni dell’operazione sono ancora note e quindi sia prematuro dare un giudizio definitivo, dice ancora Vicini “È comunque probabile che dall’operazione verranno liberate risorse per tagliare il debito e fare innovazione. Elemento, quest’ultimo, che rende meno competitivo il gruppo rispetto ai concorrenti europei.

Tra le società a media capitalizzazione si mette in evidenza soprattutto Marr. La società, che opera nella distribuzione alimentare per il settore della ristorazione si caratterizza non solo per l’elevato e stabile rendimento: 7,8% quello atteso nel 2011, ma anche per la nutrita pattuglia di investitori istituzionali che sono presenti nel suo capitale. «La dimostrazione – conclude Pazzaglia – che ci sono le condizioni per attirare investimenti stranieri nel nostro Paese. Un bollino di qualità che favorisce la liquidità dei titoli e spinge il management verso comportamenti virtuosi che si traducono nella distribuzione di generosi dividendi».

Fonte: Corriere Economia

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