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Privacy dei cittadini in caduta libera sotto gli occhi di tutti: è allarme da Federprivacy

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Il Governo ha introdotto le semplificazioni sulla privacy, ma il messaggio diffusamente percepito da molte imprese risulta “la privacy è abolita”. Il risultato è una bagarre con i nostri dati personali. A torto o a ragione, il Governo Monti è infatti entrato a pie’ pari nel nostro Codice della Privacy, introducendo alcune semplificazioni per le imprese che hanno provocato una reazione decisamente preoccupante da parte delle stesse aziende:
Firenze, 18/04/2012 (informazione.it - comunicati stampa - società) in queste ultime settimane, hanno in effetti visto un’impennata le segnalazioni ricevute da Federprivacy da parte di cittadini che dichiarano di subire violazioni della loro privacy, sia attraverso campagne di telemarketing martellante, sia mediante telecamere sui luoghi di lavoro e negli esercizi pubblici che spesso risultano essere non in regola e prive anche del basilare cartello richiesto di legge (informativa minima), ma anche sul web (social network inclusi) e in altri modi decisamente invasivi per la sfera privata delle persone.

Le buone intenzioni della politica vedono perciò frustrati i diritti dei cittadini che mostrano sempre più insofferenza ai tentativi di infiltrazioni nella loro privata, spesso per scopi commerciali, e questo non può che ricollegarsi alle recenti modifiche al Dlgs 196/2003 che hanno evidentemente “allentato” la precedente rigidità del Legislatore negli ambiti della gestione dei dati personali.

Certo, con la Guardia di Finanza che compie blitz da nord a sud, c’è da domandarsi quanto durerà questo effetto inebriante prodotto dalle semplificazioni, perché i casi di irregolarità sono spesso palesi anche agli occhi dei meno competenti, e quando le autorità rivolgeranno la loro attenzione anche sugli aspetti legati alla normativa privacy, le multe fioccheranno, come nel recente caso di Varese in cui un barista ha visto infliggersi una sanzione da 15.000 euro perché tra le varie cose aveva dimenticato di esporre il cartello che avvertiva la presenza delle telecamere, o nell’altro caso in cui ad essere state dichiarate irregolari dal Garante Privacy siano state le telecamere installate dalla Polizia Municipale di Reggio Emilia.

La condizione della nostra privacy attuale merita senza dubbio delle riflessioni, ponendosi alcune domande:

-un cittadino che passeggia per il centro, quante telecamere scorge in bella vista la cui presenza è contrassegnata dal cartello?
-In quanti luoghi di lavoro le telecamere che riprendono i lavoratori sono state regolarmente autorizzate dalla direzione provinciale del lavoro competente o tramite accodo sindacale come richiesto dalla legge?
-riusciamo davvero a cenare tranquilli la sera dopo una giornata stressante senza ricevere telefonate indesiderate?
-quante volte le aziende profilano i propri clienti “nel sottobosco” senza fare la regolare notifica al Garante come richiesto dal Dlgs 196/2003?
-quanto spesso ci capita di avere la certezza di essere spiati mentre siamo online?

E’ chiaro che le violazioni della privacy dei cittadini non sono latenti, ma alla bella vista di tutti, e se mentre fino a poco tempo fa si riusciva a difendersi, al presente lo scenario dei nostri dati si è trasformato in un far west senza sapere quale sarà il culmine della nostra “nudità”. Lo scopriremo solo andando avanti.

Di sicuro, un grosso contributo lo potrà dare il nuovo Regolamento europeo sulla privacy che entrerà in vigore da poco più di un anno in tutti e 27 stati membri della comunità europea, e la sanzioni previste (in percentuale sul fatturato dell’azienda multata) serviranno da efficace deterrente, ma fino ad allora?

Tanti di questi argomenti, saranno affrontati al prossimo Privacy Day Forum del 9 maggio 2012 promosso da Federprivacy con la collaborazione dell’Istituto Italiano per la Privacy e l’Andip (Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy).
Nel corso del convegno, dove sono attesi circa 500 partecipanti tra gli addetti ai lavori da ogni parte d’Italia, interverranno i massimi esperti della materia come l’Avv. Rosario Imperiali autore del Sole 24 ore e l’Avv. Antonio Ciccia di Italia Oggi, e le rappresentanze delle Autorità come il vice Segretario Generale dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali, e il Colonnello umberto Rapetto (Comandante del Nucleo anti frodi telematiche della Guardia di Finanza) e il Generale Gennaro Vecchione. Che nella sua lunga carriera di uomo di Stato ha guidato anche il Nucleo Speciale Privacy.

Momento quindi di riflessione, di confronto, per fare anche chiarezza su molti aspetti che probabilmente sono stati recepiti con leggerezza ma che possono mettere a repentaglio la serenità del cittadino da una parte, e gravare sui bilanci delle aziende che potenzialmente posso farsi trovare scoperte e multate, o peggio vedersi presentare il conto da qualche “vittima” che decide di rivalersi legalmente chiedendo un risarcimento.

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