Monterotondo, Gatto ribatte colpo su colpo alle accuse di Lucherini
Il primario chirurgo, candidato alla carica di primo cittadino, smentisce le insinuazioni di carattere personale dell’ex sindaco della sinistra e ne confuta le argomentazioni
, 08/05/2009 (informazione.it - comunicati stampa) – “Debbo dire che mi trovo a disagio a dover puntualizzare alcune dichiarazioni rilasciate di recente da Lucherini, che rispetto come persona e come politico, perché preferirei parlare di come ho intenzione di risolvere il problema dell’ospedale SS. Gonfalone, anziché entrare in una dialettica che non mi è consona. Però alcuni suoi commenti su di me meritano un’opportuna replica”. Così si esprime Antonino Gatto, candidato a sindaco alle prossime elezioni, contestando le parole di Carlo Lucherini, vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio e in passato sindaco del comune eretino, il quale ha avanzato dubbi sull’interesse del professor Gatto per i pazienti monterotondesi, affermando inoltre di aver sempre collaborato con lui per il bene della sanità locale.
“Intanto – precisa il primario chirurgo – vorrei sottolineare che io non devo dimostrare nulla per quanto riguarda il mio interesse per Monterotondo, per l’ospedale e per i pazienti. Vorrei ricordare altresì che i tentativi per migliorare il nostro nosocomio li ho fatti tutti, e Lucherini lo sa benissimo. Poi devo correggerlo quando afferma che all’epoca del direttore generale Palumbo io non protestavo. Questo è inesatto poiché proprio in quel periodo ho fondato insieme con alcuni cittadini l’associazione «Amici dell’Ospedale» per raccogliere fondi atti a ristrutturare il reparto di chirurgia – cosa che è stata fatta – e acquistare gli strumenti per operare, a conferma che le cose non andavano bene neanche allora. Esattamente in quello stesso periodo – spiega con determinazione Gatto – decisi di andarmene per esercitare in strutture superiori dove poter impiegare al meglio la mia professionalità. Tengo a precisare che, già con un contratto firmato, fu l’attuale direttore generale Di Pilla, che io stimo particolarmente, a convincermi a restare. Tuttavia, ritengo che qualunque direttore generale, compatibilmente con le risorse a disposizione, può lavorare in modo migliore nella gestione di un ospedale se ha dalla sua parte un sindaco che coopera concretamente nelle scelte di politica sanitaria. In quest’ottica io mi impegno, qualora diventassi sindaco, a sostenere e a collaborare con il dr. Di Pilla al fine di raggiungere i più gratificanti obiettivi per la sanità nel nostro territorio”.
“Ancora una volta – aggiunge Gatto ripetendo un concetto che costituisce un punto fermo della sua visione politica – voglio ribadire che non è una questione di destra o di sinistra, ma di persone e del fatto evidente che in tutti questi anni non ci sia stata attenzione per il Gonfalone. Semmai qualcuno dovesse nutrire ancora dei dubbi sul corretto funzionamento di un ospedale nel terzo millennio, invito la cittadinanza a visitare i policlinici del nord Italia in quei comuni affini, per abitanti ed esigenze, a Monterotondo”.
“È chiaro – chiosa pacatamente Antonino Gatto – che se il mio tentativo di migliorare le cose dovesse fallire, non avendo altre possibilità e considerato che ho ancora dieci-dodici anni prima di andare in pensione, mi vedrei costretto, e non sarei il solo, a recarmi altrove ad esercitare la mia professione. Confesso con rammarico che ciò sarebbe per me una sconfitta enorme come cittadino e come fruitore di questo ospedale. Mi auguro che la mia candidatura possa comunque aver richiamato l’attenzione dell’attuale amministrazione anche sul problema della sanità e che possa fungere da monito per ottimizzare la governabilità di Monterotondo”.
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