Sulle spalle dei giganti, va in archivio il convegno organizzato dal Liceo “T. Campailla”

La storia dei processi educativi, è stato ricordato, insegna che i cicli di sviluppo dell’Occidente nascono proprio dalla capacità di “costruire” classi dirigenti colte e responsabili attraverso modelli pedagogici “forti”.
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Modica (RG), 12/05/2012 (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura) Il passato, presente e futuro dei modelli educativi sono stati al centro del convegno “Sulle spalle dei giganti”, organizzato ieri pomeriggio al Teatro Garibaldi dall’Istituto d’istruzione superiore “Tommaso Campailla”, in occasione del “Maggio dei libri”, con il contributo della Fidapa di Modica, del Banco di Credito Siciliano e di Conad Sicilia e con l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
A moderare gli interventi è stata Teresa Floridia, nella triplice veste di docente del Liceo, presidente della Fidapa e curatrice del Convegno. Dopo i saluti di Enzo Ruta, componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Garibaldi, e di Alberto Moltisanti, dirigente scolastico dell’Istituto, Tania Belluardo docente di Latino e Greco al “Campailla” ha illustrato il senso dell’iniziativa, partendo dall’aforisma «Siamo nani sulle spalle di giganti» attribuito al filosofo Bernardo di Chartres (XII secolo). L’obiettivo del convegno, ha spiegato la docente, è quello di riflettere sugli attuali paradigmi educativi e i modelli classici della Ratio studiorum, attraverso un confronto storico, pedagogico e sociologico.
Giuseppe Barone, preside della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Catania, partendo dall’attuale crisi economica e sociale, ha ricordato come la storia dei processi educativi insegna che i cicli di sviluppo dell’Occidente nascono proprio dalla capacità di “costruire” classi dirigenti colte e responsabili attraverso modelli pedagogici “forti”. Non a caso il ruolo formativo degli ordini religiosi, e soprattutto dei gesuiti, è stato fondamentale nella storia europea. Su queste considerazioni, lo storico ha innestato la storia del Collegio gesuitico di Modica, dalle origini seicentesche fino all’istituzione del ginnasio-liceo e dell’istituto tecnico, nella seconda metà dell’Ottocento. Per oltre due secoli il locale Collegium contribuì a forgiare intellettuali, classe dirigente, ma anche eroi animati dall’ideale cavalleresco cristiano, come quell’Agostino Grimaldi morto a Candia nella guerra contro il «turco inimico».
Francesco Beneduce, rettore del Centro di studi ignaziani di Palermo, ha illustrato la nascita della Ratio studiorum in seno all’ordine dei Gesuiti, la sua derivazione dagli esercizi spirituali del fondatore dell’ordine Ignazio di Loyola e il continuo perfezionarsi del metodo didattico ( pre-lectio, lectio e la repetitio) attraverso una circolarità di esperienze, sperimentazioni e correttivi nei collegi di tutta Europa. Il presupposto della Ratio, ha detto Beneduce, è che l’uomo sia educabile. Un modello pedagogico efficace deve saper coniugare formazione, educazione, istruzione, ma anche capacità di relazione e ascolto dell’altro. Oltre a formare la mente, deve educare anche il cuore alla pietas e al servizio del prossimo.
Amalia Margherita Cirio, docente di Lingua e letteratura greca all’Università “La Sapienza” di Roma, ha parlato della deleteria tendenza a eliminare gli Studia humanitatis dai programmi scolastici a favore di un sapere tecnico, nel quadro di una visione strumentale dell’istruzione. È un grave errore, ha detto la docente, perché l’istruzione è un pilastro della democrazia e l’indebolimento della scuola comporta il rischio di derive autoritarie. È interessante l’inversione di tendenza di alcuni paesi dell’Asia orientale che, dopo aver investito per decenni nell’istruzione scientifica, oggi puntano sulla creatività e sugli studi classici.
Silvio Medaglia, docente di Filologia Classica all’Università di Salerno, ha asserito la necessità degli umanisti di studiare la scienza e la tecnica dei Greci e dei Romani, abbandonando quella visione parziale della classicità, meramente filosofica e letteraria, per cogliere la vitalità e l’universalità dei classici nella loro interezza. Medaglia ha preso spunto dalla propria esperienza di studi - da filologo a storico della scienza antica - per ribaltare il pregiudizio idealista che nega l’esistenza di una scienza nel mondo classico: da qui l’invito ai docenti a far leggere, accanto ai classici del pensiero e delle lettere, anche i capolavori greco-romani dell’ottica, della fisica e delle scienze matematiche.
Domenico Castronovo già dirigente scolastico del secondo Circolo didattico “Piano Gesù”, ha tracciato un rapido excursus sulla legislazione scolastica, mostrando le linee di tendenza che hanno portato a un impoverimento della scuola e del modello educativo.
Ottavio Manenti, docenti di Materie letterarie nel Liceo “Campailla”, ha parlato della recente scoperta di un fondo di libri antichi e manoscritti, rinvenuti nell’Istituto scolastico, che ha consentito di ricostruire la storia della biblioteca del locale collegio dei gesuiti, del suo milieu culturale e della circolazione libraria nella Contea di Modica.
Le relazioni sono state intervallate dalla lettura di alcuni brani da parte dell’attore Alessandro Romano. Le conclusioni del convegno sono state affidate a Lucia Trombadore, docente di Materie letterarie al Liceo “T. Campailla”, la quale ha riaffermato la necessità da parte della scuola e della famiglia di intensificare gli sforzi, in una fase delicata come l’attuale, per sostenere le speranze dei giovani a un futuro migliore.



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