Prima mostra personale italiana del pittore cubano Asbel Dumpierre Gomez

Prima mostra personale italiana del pittore cubano: Asbel Dumpierre Gomez. A cura di Chiara Gatti e Giorgio Seveso Organizzazione di Giovanni Billari e Franco Spelta Promozione di Franco Brianda Opening: 8 Maggio 2014 dalle h 18,00 alle h 21,00 In mostra fino al 30 Maggio 2014 Presso: LaboExpo – Galleria e Laboratorio d’Arte Contemporanea Foro Bonaparte 60 – Milano Apertura al pubblico: dalle h 11,00 alle h 19,00 dal martedì al sabato
Milano, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura)

Prima mostra personale italiana del pittore cubano:
Asbel Dumpierre Gomez
A cura di Chiara Gatti e Giorgio Seveso

Organizzazione di Giovanni Billari e Franco Spelta
Promozione di Franco Brianda

Opening: 8 Maggio 2014 dalle h 18,00 alle h 21,00
In mostra fino al 30 Maggio 2014

Presso: LaboExpo – Galleria e Laboratorio d’Arte Contemporanea
Foro Bonaparte 60 – Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11,00 alle h 19,00
dal martedì al sabato


TUTTO INVISIBILE, TRANNE GLI OCCHI
Estratto dal testo critico di Chiara Gatti

Se è vero – come si dice – che gli occhi sono lo specchio dell'anima, le figure di Asbel devono avere un'anima complessa. Per lui, figlio di una cultura latino-americana che, in letteratura come in pittura, ha sempre mescolato realismo e magia, tradizione ed esotismo, plasmare personaggi fatti di luci e ombre, difficili dentro e fuori, tortuosi come labirinti, è cosa naturale. Dalle sue tele, colore del sangue e dell'arena, si affacciano infatti folle di volti inquieti, che sbirciano, osservano, puntano, scrutano. I loro occhi non battono ciglio, non cedono a colpi di sonno, sono grandi, immobili e, soprattutto, sono tanti. Decine di palpebre e di iridi profonde si aprono sulle guance floride come finestre, si schiudono come boccioli e si moltiplicano come esseri alieni. Sono occhi magici, occhi spettrali di creature fantasma, come quelli dello “stregatto” che, nei sogni di Lewis Carroll, si smaterializzava e diventava tutto invisibile, tranne gli occhi.


ASBEL O DELL’IMMAGINAZIONE
Estratto dal testo critico di Giorgio Seveso

Giunto oggi per la prima volta assoluta in Italia, Asbel Dumpierre, tra i maggiori esponenti della giovane pittura cubana attuale, mostra una coerenza e una identità di mano sicure e potenti e, soprattutto, una indipendenza di visione, una autonomia di ispirazione e di linguaggio così totali e così sovrane da rendere pressoché unico il suo lavoro, inconfondibile, non assimilabile ad alcuna moda o tendenza oggi dominante.
È, insomma, una grande sorpresa, un outsider, una personalità fuori dagli schemi. È una voce che si stacca con sicurezza dal coro un po’ monocorde della contemporaneità.
Un talento solitario, si potrebbe dire, che si invera da una parte in uno straordinario controllo della manualità pittorica e, dall’altra, si mostra nella complessità di un’energia narrativa di formidabile opulenza. Energia appassionata e incalzante, che spazia con umore e impudenza in ogni piega della storia dell’arte e dell’immaginario visivo di questi ultimi secoli d’umanità per attingerne materiali che si addensano tra il grottesco e l’ironico, tra il sarcastico e l’eccesso caricaturale, aprendosi a ogni invenzione e struggimento sentimentale, a ogni sussulto di affabulazione assoluta.
Asbel, dunque, è certamente una personalità creativa di primordine, da tenere d’occhio proprio perché è bravissimo pittore e formidabile esploratore delle assurdità dell’uomo.
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