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Immobiliare.it diffonde l’Indice sulla fiducia dei consumatori relativo al terzo trimestre 2011

Diminuisce la fiducia degli Italiani nel mercato immobiliare, la propensione all’acquisto scende al 45% .Quanto ai prezzi, il 32% si aspetta stabilità, il 37% li prevede in calo
Milano, 12/10/2011 (informazione.it - comunicati stampa - economia) La crisi economica si ripercuote sulla percezione che gli italiani hanno dell’andamento del mercato immobiliare, e la prudenza prevale sulla voglia di investire. Secondo i dati dell’indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori, se a luglio quasi il 54% degli abitanti del Bel Paese si dichiarava convinto che fosse un buon momento per comprare casa, ad oggi la percentuale è scesa al 45,3%.

L’elaborazione dell’Indice (http://www.immobiliare.it/fiducia-consumatori), un indicatore della percezione degli italiani rispetto all’andamento del mercato immobiliare, si basa sulle risposte di un campione di oltre 5.000 di italiani che, avendo negli ultimi tre mesi effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare, sono interessati al tema della ricerca di immobili.

«Ad influire sulla percezione del mercato immobiliare, e sulla conseguente propensione all’acquisto – Dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – sono le attuali condizioni dell’economia, con particolare riferimento alla politica di tagli che ha caratterizzato la manovra finanziaria. Tuttavia, questa diminuzione sia della voglia di vendere sia di comprare, rappresenta un tentativo comprensibile di non “svalutare” gli immobili. Sappiamo benissimo che in una nazione, come l’Italia, che ripone un’elevata fiducia nel mattone, questa prudenza evita i pericoli di perdita di valore degli immobili.»

I risultati
L’analisi di Immobiliare.it, pur registrando una flessione dell’ottimismo rispetto alla rilevazione dello scorso trimestre, rileva come oltre il 45% del campione sia convinto che quello attuale è un buon momento per acquistare casa. Cresce, invece, la percentuale degli intervistati che ritiene sia più conveniente rimandare gli investimenti immobiliare al prossimo anno (19,2% vs 16%) pensando che il 2012 porterà maggiori vantaggi in fase di compravendita.

La minore fiducia non riguarda solo il fronte dell’acquisto, ma anche quello della vendita: quasi il 66% del campione intervistato si dice convinto che, quello attuale, non sia un buon momento per vendere. Da questa prospettiva, l’11% guarda con fiducia all’anno venturo, e dichiara di aspettarsi un miglioramento della situazione nel corso dei prossimi 12 mesi.

Altro aspetto indagato dall’indagine riguarda la percezione degli italiani dell’andamento dei prezzi degli immobili in vendita: se il 32% si aspetta stabilità, per il 37,6% del campione i costi sono destinati a calare, e solo il 22,5% teme un aumento.

La fiducia di regione in regione
Analizzando i dati raccolti da Immobiliare.it è possibile tracciare anche una mappa delle differenze tra gli atteggiamenti degli italiani, di regione in regione.
In linea generale emerge una maggiore fiducia nel mercato immobiliare da parte dei cittadini delle regioni del Centro e del Nord Italia, con l’eccezione del Molise: Umbria (62,5%), Lombardia (52%) e Molise (50%) sono le regioni in cui, in percentuale maggiore, si ritiene sia un buon momento per comprare casa. Seguono Emilia Romagna (49,6%), Friuli Venezia Giulia (47,6%) e Toscana (46,8%). Fanalino di coda sono Calabria (25,5%), Trentino Alto Adige (34%) e Puglia (38,3%).

Ecco, di seguito, il dettaglio del dato regionale relativo al giudizio sull’opportunità di vendere/acquistare casa, aggiornato al terzo trimestre 2011:


è un buon momento per acquistare casa
Umbria 62,50%
Lombardia 52,02%
Molise 50,00%
Emilia Romagna 49,56%
Friuli Venezia Giulia 47,56%
Toscana 46,81%
Marche 45,33%
Valle d'Aosta 44,44%
Piemonte 44,43%
Lazio 43,90%
Veneto 43,75%
Basilicata 43,48%
Liguria 42,70%
Sardegna 42,67%
Campania 42,46%
Abruzzo 41,18%
Sicilia 38,70%
Puglia 38,31%
Trentino Alto Adige 34,00%
Calabria 25,53%


è un buon momento per vendere casa
Valle d'Aosta 22,22%
Basilicata 21,74%
Campania 16,47%
Abruzzo 16,47%
Puglia 14,92%
Sicilia 14,78%
Lazio 14,68%
Sardegna 14,67%
Piemonte 10,65%
Toscana 10,33%
Liguria 10,27%
Lombardia 10,00%
Trentino Alto Adige 10,00%
Veneto 9,93%
Emilia Romagna 9,62%
Marche 8,00%
Umbria 7,50%
Calabria 7,45%
Molise 6,25%
Friuli Venezia Giulia 4,88%
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