Comunicati Stampa
INFORMAZIONE.IT COMUNICATI STAMPA FAI INFORMAZIONE MIA INFORMAZIONE INFORMAZIONE TV
 Utente: Anonimo
PRIMA PAGINA ELENCO COMUNICATI CREA NUOVO ACCOUNT INSERISCI COMUNICATO PANNELLO DI CONTROLLO MODIFICA PASSWORD
             
Se trovi interessante questo comunicato, puoi contribuire alla sua diffusione o essere informato su nuovi inserimenti dello stesso autore, utilizzando uno dei link soprastanti. Se vuoi pubblicare i comunicati di Informazione.it, fai un click su i Comunicati Stampa sul tuo Sito

La coscienza come... corte suprema
Il caso di Eluana Englaro oggi e quello di Terri Schiavo ieri, così come tanti altri, hanno diviso e dividono l’opinione pubblica e istituzioni. Qualunque, però, sia il punto di vista siamo tutti attraversati da angoscie e lacerazioni interiori al di là del diritto e dei sentimenti religiosi.
Tarquinia, 09/02/2009 (informazione.it - comunicati stampa) (Giulio Carra) - Non posso che riscrivere per convinzione personale se non le stesse identiche parole di alcuni anni fa quando, alla mia coscienza come a quella di tutti, si presentò un caso analogo.

Ieri Terri Schiavo, 41 anni. Dal 1990 al 2005 era rimasta in uno stato vegetativo persistente. Su richiesta del marito Michael e dopo lunghe battaglie giudiziarie , i medici staccarono la sonda che la teneva in vita. La Corte Suprema della Stato della Florida aveva sentenziato che la decisione spettasse al marito ed anche la Corte Suprema degli Stati Uniti sentenziò che i tubi dovessero essere staccati.
Oggi Eluana Englaro, 37 anni, in coma da quando ne aveva venti. La nostra Corte di Cassazione pronuncia che l’alimentazione e l’idratazione possono essere legalmente sospese certificando la volontà del padre Beppino che testimonia di esaudire le volontà della figlia. Dietro le quinte di entrambi i casi solo le volontà indirette o ricostruite delle silenti interessate ed in ogni caso gli stessi paurosi vuoti legislativi, se pur in tempi diversi, di due stati distinti e lontani tra loro.

Quello che è capitato alla giovane donna americana ed alla ragazza italiana, potrebbe accadere, domani, ad ognuno di noi. Il raggiungimento della morte definitiva per la prima (per Eluana forse ancora un punto interrogativo) sublima il dilemma, in tutti oltremodo angosciante in simili situazioni, sul problema di “staccare” o no “la spina” quando l’individuo, nella sua fisicità, è umiliato dal male. Ciò che poi possa passare o non passare nella sua mente, per la scienza, ad oggi, rimane un mistero. Cosa di non poco conto. Certo è che, di fronte alla loro morte effettiva, ogni interrogativo a tal proposito è stato e sarà temporaneamente allontanato dalle nostre coscienze. Inevitabilmente e in ogni modo il problema non è eluso e si ripresenterà di nuovo, come oggi si è già ripresentato, alla prima occasione per così dire utile, sollevando, ancora una volta, un polverone che non finisce più.

Non voglio entrare in problematiche di natura etica, teologica o legislativa, poiché la morale, la religione o la legge ci porterebbero a navigare, oggi, su terreni molto simili alle sabbie mobili dove a volte rimane fin troppo facile cedere il passo a dogmatismi o a relativismi del tutto gratuiti ed incomprensibili. Perché non c’è e non potrà mai esserci legge o religione che potrà tacitare completamente le coscienze e togliere il tarlo del dubbio dalle nostre menti. Vorrei soltanto ribaltare il problema sulla centralità dell’individuo, della persona in se, senza voler destare scandali ingiustificati e sensazionalismo.

Ognuno di noi vive in una ben precisa ed identificata realtà geografica con le sue leggi e le sue morali: quali esse siano proprio non importa. A me non appare giusto che capi di stato, governatori, presidenti del consiglio, magistrati, medici, autorità religiose, filosofi, psicologi o psicoanalisti, storici, intere popolazioni, associazioni, comunità locali, amici, parenti e congiunti siano trascinati nella vertigine di scelte che in fondo non gli appartengono. Non gli appartengono perché ogni loro ingerenza, qualunque essa sia, anche tra le più nobili, finisce per ledere la libertà individuale sacra ed inviolabile.

Preferisco allora, piuttosto che scomodare il mondo intero, recarmi domani mattina presso l’Ufficiale di Stato Civile del mio Comune di residenza o presso un Notaio qualsiasi, per dichiarare (Atto Notorio) le mie intenzioni nel “caso che…”
E se quel “caso” si dovesse verificare tutti dovranno avere notizia certa che, nel momento in cui ero ancora capace di intendere e di volere, io avevo espresso la volontà di essere cremato o meno, di donare o no i miei organi, di “staccare” o “non staccare” “la spina” qualora fossi diventato un “vegetale” .

Non è voler essere cinici ad ogni costo. Si tratta di rispettare gli altri e di non coinvolgerli, loro malgrado, in lacerazioni interiori che non gli appartengono e, talvolta, mi si consenta dire, del tutto gratuite e pretestuose come le “gazzarre” (così appaiono ai miei occhi), “politico-religiose-istrituzionali”, di questi giorni per Eleuana e di ieri per Terri.

In fondo è solo una questione di coscienza e d'onestà intellettuale con noi stessi e nei confronti di coloro con cui condividiamo la contestuale temporalità della nostra esistenza.
Siamo noi a dover essere la “Corte Suprema…” nei nostri stessi confronti come lo siamo quando scegliamo di essere credenti o meno, di condurre una vita onesta o da scellerati.
Si tratta, alla fin fine, di un nuovo tipo di sensibilità e di rispetto degli altri per lasciare paradossalmente tutti liberi, anche al di là degli affetti, affinché si possa essere coscienti di comportarci in un modo piuttosto che in un altro. Solo così la morale, la teologia o la legge, qualunque esse siano, potranno avere un senso.
Terri Schiavo come Eluana Englaro non per questo devono essere colpevolizzate o strumentalizzate per le scelte che non hanno potuto fare, solo perché non ne hanno avuto il tempo o a causa di una cultura “personale”, sociale e diffusa che non c’era e non c’è. Devono essere solo un simbolo, un monito cui far riferimento, affinché ciascuno di noi non eluda le proprie e inderogabili responsabilità.

Oggi si parla di “Testamento Biologico”, ma per me dovrebbe essere meglio inquadrato come un vero e proprio “Testamento di Coscienza” perché, in fondo, è tutt’altra cosa dal primo. Saremo noi, e solo noi, a scegliere (indicare), di vivere (magari ibernati finchè nuova scienza non sopraggiunga!) o morire, così come lo facciamo, in fondo se pur inconsciamente, ogni giorno. E se fosse vero che la vita non ci appartiene e che non starebbe a noi discernere, qualunque cosa decidessimo di fare entrerebbe, comunque, in conflitto con la “trascendenza”. Ma il problema, dal punto di vista umano e pratico, non può essere in ogni caso risolto scaricandolo solo ed esclusivamente sul piano delle responsabilità legislative o dei sentimenti religiosi perché esso finisce con il ritornare, inevitabilmente e di nuovo, su quello della propria “coscienza”.

Grazie Terri, grazie Eluana… per permetterci, se lo vorremo, di fare una passo in avanti sia nella vita che nella morte al di là di ogni tabù e oltre ogni paura.


Riferimenti

Giulio Carra
OLTREPENSIERO.IT - rivista telematica di cultura e attualità
Via Cardinal A. Quaglia n. 22
01016 Tarquinia (Viterbo) Italia
direttore@oltrepensiero.it
Redazione 0766/842297 - 338/9028382
Allegati

Beppino Englaro.jpg
Terri Schiavo.JPG

Comunicati correlati

VII Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, presente anche l’Italia dei Diritti
Il movimento sarà rappresentato dal responsabile friulano Luigino Smiroldo. Il presidente Antonello...
Sentenza per la protezione della libertà di religione a favore della Chiesa di Scientology
Ieri la Corte Europea dei Diritti Umani ha emesso una sentenza unanime a favore di due gruppi...
Sentenza Cassazione su evasore fiscale e gratuito patrocino
Con la sentenza del 20 ottobre n. 40589 della Corte di Cassazione - Sezione IV penale si sancisce...
Una questione di vita e di morte. Veglia per E.E. al TEATRO PETRELLA di LONGIANO (FC) il 15 novembre
A fine spettacolo Beppino Englaro e la giornalista RAI Adriana Pannitteri presentano il loro libro...
I MASS-MEDIA SONO SCORRETTI SU SCIENTOLOGY
Un articolo del Prof. Saverio Fortunato. (Specialista in Criminologia Clinica, docente di...
Ricerca
Da: 
A: 
Sezioni
Pubblica i comunicati stampa di Informazione.it sul tuo sito
Note sul sito
Le tue domande
Informazione.it
PiSoft DSH srl
via R. Sanzio, 5
56020 Montopoli V./Arno
Pisa (Italy)
(+39) 0571 842 590
Capitale sociale: 51.645,69 i.v.
I.C.C. 110482 - Isc. Tr. 16538 - P.I./C.F. 01251400501