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Circuiti Dinamici

Con il 2011 si inaugura il secondo ciclo di mostre collettive della serie Circuiti Dinamici promosse dall’Associazione Circuiti Dinamici già Circolo Culturale Bertolt Brecht e curate da StatArt.
Milano, 12/01/2011 (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura) Circolo Culturale Bertolt Brecht e Statart presentano:
Circuiti Dinamici

Dal 24 gennaio al 10 febbraio 2011
Presso:
Circolo Culturale Bertolt Brecht
Via Giovanola n° 19/C - Milano

Inaugurazione:
24 gennaio 2011 h. 18.30
Ingresso gratuito


Con il 2011 si inaugura il secondo ciclo di mostre collettive della serie Circuiti Dinamici promosse dall’Associazione Circuiti Dinamici già Circolo Culturale Bertolt Brecht e curate da StatArt. Progetto ideato col fine di rendere “reale” un’arte che molto spesso nasce e vive solo nel web. Si crea così un circuito dinamico che coinvolge mondo virtuale e mondo reale intessendo una rete di scambi e di connessioni reciproche. L’artista diventa l’attore, l’ideatore sia nel web che nell’epifania della creazione che accade qui e ora. In particolare questa interconnessione avviene nella performances che nel web vivono solo per metà. Arte come un circuito: mai statico, ma dinamico, mutevole e vario. Trentadue i giovani artisti selezionati con trentadue interpretazioni diverse del tema, indagato attraverso differenti tecniche esecutive che spaziano dalla pittura alla fotografia, dall’installazione al disegno, dalle performances ai video. Per ogni ciclo si è pensato di proporre un artista maturo al fine di creare un confronto, un dialogo e una visione dilatata nel tempo: le esperienze artistiche sono cicliche o no?

Gli artisti che aprono il secondo ciclo di esposizioni sono: Phillo Cremisi, Matteo Costanzo, Stefano Bonazzi, Stefano D'odorico e Giacomo Arioli (Jack Ravi ).

Riapriamo all’insegna del surrealismo e del pantomimico. Phillo Cremisi, con la serie Religio Animalium propone una rilettura, in chiave pop-surrealista di icone religiose cristiane. Le opere di Matteo Costanzo All This Will Be Your e in Sono troppo vecchio per morire, e troppo giovane per crescere esprimono, attraverso un linguaggio che svela un passato legato al mondo del fumetto, i diversi stati d’animo dell’uomo che sono accentuati dai forti e accesi contrasti cromatici. Stefano Bonazzi attua con le sue “manipolazioni digitali” – The Last day on earth – un’analisi disillusa degli stati d’animo dell’essere, frutto della sua visione cinica che induce a soffermarsi sull’asprezza della società. Mondi paralleli e atmosfere surreali sono evocati anche dagli scorci del quotidiano di Stefano D’Odorico. Opere polimateriche: Il Sindaco; Il clochard Attilio si cuce la casa, dalle tematiche impegnate che mantengono, però, toni allegri, ironici e a tratti sarcastici.
Toni sarcastici prendono vita, anche, nella performance Volai dell'artista Giacomo Arioli (Jack Ravi ), il dissacrante tempo trascorso in isolamento, dovuto a un ricovero dell'artista, trova respiro in un dialogo silenzioso che diviene analisi di un drammatico vissuto quotidiano.
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