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Eluana Englaro: la sofferenza
Il Centro Studi Polizia Nuova, di fronte alla sentenza emessa dall’adita Magistratura e alla volontà del genitore di Eluana, chiede che questa donna non venga sottoposta, dopo oltre un decennio di dolore, ad una morte che Le comporterà ulteriori indicibili ed atroci sofferenze.
Portici, 18/11/2008 (informazione.it - comunicati stampa) Il Centro Studi Polizia Nuova, di fronte alla sentenza emessa dall’adita Magistratura e alla volontà del genitore di Eluana, chiede che questa donna non venga sottoposta, dopo oltre un decennio di dolore, ad una morte che Le comporterà ulteriori indicibili ed atroci sofferenze.
E’ la prima volta che una persona, non per sua volontà, venga condanna a morire di fame e di sete.
Forse nessuno conosce questo cosa comporti.
Il corpo di disidrata, gli organi interni cominciano a seccarsi, sulle carni si formano piaghe orribili che marciscono lentamente.
Solo questo, senza dire del restante, provoca sofferenze al di sopra di ogni sopportazione umana.
Un livello di dolore che nemmeno la più potente delle droghe, dopo tempo e quindi terminata l’assuefazione, potrà mai lenire.
Le sofferenze lancinanti e di orribile livello provocheranno, in quel tipo di paziente, una delle morti più orribili e disumane a cui nessuno ha mai potuto assistere.
Non si può assecondare una morte da codeste barbare realizzazioni.
Persino uno dei peggiori nemici, in tempo di guerra, ha goduto di umana pietà.
Ai tempi dei cavalieri esisteva il richiesto QUARTIERE, come l’esibizione della bandiera bianca per la eventuale tregua, il Centro Studi Polizia Nuova CHIEDE QUARTIERE per Eluana, chiede mercè per una vita che dovrà spegnersi in un modo terribile e non per volontà della stessa Eluana.
Anche nella morte deve esistere la dignità, la dignità di poter terminare la propria vita in un modo che non offenda l’essere umano ed i suoi diritti.
Tutto viene vìolato in questo caso dove questi diritti vengono annullati per una volontà diversa dall’interessato e con un metodo barbaro.
Questo infinito dolore può essere spento con l’umana considerazione; perchè il voler arrecare questo atroce strazio a chi ha già sofferto per decenni diventi l’ultimo incubo di un’anima che continuerà a soffrire e che farà soffrire chi ha assistito allo scempio della sacralità di un corpo nel più indescrivibile dei modi.
Salviamo Eluana, evitiamoLe questa ultima, terribile ed indescrivibile sofferenza.
Salviamo l’umanità di Eluana e quella di tutti noi.
Il Vice Direttore
DI MARIA Pasquale
Tel. 347.6743936 - Fax 081.272211 - www.centrostudipnfi.altervista.org
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