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La casa editrice Il Filo presenta nuvoi autori.
Gli autori emergenti Vincenzo D'Amico, Iolanda La Carrubba, Francesca Parmeggiani ed Elena Raffaele saranno protagonisti della presentazione dei loro libri, organizzata dalla casa editrice Il Filo.
Viterbo, 29/02/2008 (informazione.it - comunicati stampa) Gli autori emergenti Vincenzo D'Amico, Iolanda La Carrubba, Francesca Parmeggiani ed Elena Raffaele saranno protagonisti della presentazione dei loro libri, organizzata dalla casa editrice Il Filo, che si terrà presso la libreria "Tra le righe" (viale Gorizia, 29 – Roma), martedì 18 marzo 2008, alle ore 18.
Le opere
"Nel nome del figlio" (Edizioni Il Filo), Vincenzo D'Amico, con Prefazione di 'Nduccio.
In un paese che è metafora di tutti i piccoli paesi che hanno subito l'onta della guerra, un uomo, uno dei tanti che ha avuto la fortuna di tornare da quella esperienza devastante, vive la propria placida esistenza, con la moglie Maria e i figli, Libero, Giacchino e Laura. È Il Ciabatta, così chiamato per una piccola calzatura che tiene sempre con sé. Ma qual è il segreto misterioso che racchiude il cuore di quest'uomo? Cosa cercano il figlio Libero e la giovane sposa Agata tornando nei luoghi che lo hanno visto giovane? Riprendendo le ambientazioni che hanno reso celebre Archibald J. Cronin, Vincenzo D'Amico ci racconta una storia "da nonni", una di quelle favole antiche che affascinano perché in esse la storia si mescola alla leggenda. Una favola, quella de Il Ciabatta, che ci riporta a un passato rurale cui in fondo tutti un po' apparteniamo, e che, contemporaneamente, si fa ponte tra un secolo che ormai si è chiuso e un presente che fa capolino nei mutamenti degli usi e dei costumi, della morale e delle aspettative. Ma prima di tutto "Nel nome del figlio" è una delicata storia che riflette sull'uomo e sul suo sentire, scritta per tutti coloro che vivono con una verità nascosta nel fondo della propria anima.
"Zucchero semolato" (Edizioni Il Filo), Iolanda La Carrubba, con Prefazione di Vito Riviello.
"Un diario settimanale che sembra più lungo di una vita.
Si tratta dunque di letteratura, possiede spazio e tempo senza confini o perlomeno dotati di una intensità così vibrante che i giorni, le ore, gli attimi temporali e quelli interiori si scatenano in una sarabanda incommensurabile. (...)
A me pare che è la fiaba, la sua secca etica, che si radica nella prosa di Iolanda. Una capacità di smussare i quotidianismi banali, le utensilerie di dialoghi smozzicati nei tinelli e nelle cantine abitabili.
Il vero pregio di Iolanda è la sua capacità di tenere in equilibrio i diversi momenti di scrittura: monologo fino al soliloquio, dialogo, riflessioni, intersecandoli in una stesura narrativa distesa e sollecitante.
Fino a raggiungere una visibilità cinematografica di vita e ricavarne lezioni esemplari.
Una letteratura davvero contemporanea, concepita come una attualità palpitante ma con un'eco metastorica del disincanto e della passione".
"L'autobus e il tradimento" (Edizioni Il Filo), Francesca Parmeggiani.
Due racconti. Nel primo tante vite, incrociate su un autobus, di fronte alle quali vale la pena fermarsi, perché la storia da raccontare è sempre un vissuto che raffigura l'esistenza di uomini e donne con una mente traboccante di riflessioni, dolci o amare: dal solito antipatico contestatore, a un'anziana signora che a stento riesce a salire, da un'adolescente con lo zaino ingombrante, alla madre di famiglia. Il tutto visto con un vigile e attento occhio esterno che computa ogni dettaglio, per dare un obiettivo spaccato della nostra società.
Nel secondo c'è una storia di tradimenti, incroci amorosi con conclusioni atipiche. Da una telefonata nella notte nascono tormenti, un vano desiderio e le preoccupazioni dei protagonisti. La fedeltà di due coniugi, le speranze di una ragazza, i sogni spezzati di un giovane: tutti contribuiscono a creare una storia che avrà, loro malgrado, una fine.
Dei racconti, questi di Francesca Parmeggiani, dove al gusto per la narrazione fa da riscontro una ricerca introspettiva che scandaglia l'animo umano, dalla superficie al profondo; dove l'amore che conta è sentimento, comprensione, ma soprattutto condivisione di gioie e dispiaceri, insomma, di tutta la vita.
"Frammenti di me" (Edizioni Il Filo), Elena Raffaele.
È una poesia assai complicata quella proposta da Elena Raffaele in questa silloge, complicata non tanto nei modi o nelle strutture, quanto nel mondo concettuale che sottende. Tutta la silloge "Frammenti di me" sembra nascere da un punto di dolore estremo e intollerabile contro il quale l'autrice vuole combattere. La raccolta è infatti caratterizzata da un moltiplicarsi di figure femminili vittime di una violenza che ha creato al loro interno una lacerazione profonda, che va a costituire il momento di svolta della loro esistenza. La capacità peculiare di Elena Raffaele è però anche quella di raccontare tutto questo con estrema semplicità, attraverso metafore che trasfigurano il male di vivere in un linguaggio che attinge dalla quotidianità e ad essa tende, con naturalezza. Perché la sofferenza non è mai routine, ma può essere vissuta e sconfitta con la vita.
Martedì 18 marzo 2008, ore 18
Libreria "Tra le righe"
Viale Gorizia, 29 – Roma
www.ilfiloonline.it
Per info:
Casa editrice Il Filo – Ufficio Stampa
stampa@ilfiloonline.it
Telefax 0761 326452-323225
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Riferimenti
Valentina Petrucci
Edizioni Il Filo via Friuli, 5 01100 Viterbo Italia
stampa@ilfiloonline.it
0761 326452-323225
http://www.ilfiloonline.it
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