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Prostituzione minorile: le schiave del sesso
12 milioni di esseri umani costretti ad una vita di schiavitù, Massimiliano Fanni Canelles, direttore del mensile ministeriale SocialNews che ha dedicato un numero intero sul problema, spiega un fenomeno che coinvolge solo in Europa 500.000 vittime.
Trieste, 14/08/2008 (informazione.it - comunicati stampa) In Veneto e precisamente a Mestre lungo la strada del Terraglio è stato individuato un nuovo mercato di "schiave" del sesso, tutte romene e metà di loro minorenni, costrette a prostituirsi. Ad avvisare le forze dell'ordine di Venezia è stata proprio una prostituta bambina che ha permesso di portare in carcere 11 uomini e 3 donne romeni tra Italia e Spagna che reclutavano la "merce" in Romania.

Quello della tratta a scopo di prostituzione è un fenomeno che investe la società occidentale ponendo una serie di interrogativi in merito sia all’offerta della prostituzione – con i risvolti legati all’immigrazione clandestina e alla criminalità organizzata – sia alla domanda da parte dei clienti che comprano sesso a pagamento.

Il numero annuo di donne soggette o vendute alla prostituzione è stimato fra 700.000 e 4 milioni. Soltanto in Europa sono vendute a protettori e a bordelli da 120.000 a 500.000 donne, mentre negli Stati Uniti ogni anno vengono vendute tra 45.000 e 50.000 donne e bambine. I profitti dal mercato di schiave sessuali si collocano fra i 7 ed i 12 miliardi di $USA annui.

Il tema della prostituzione è un fenomeno complesso. È in aumento il fenomeno della prostituzione sommersa, spesso in luoghi chiusi, che si sta sviluppando maggiormente rispetto a quella di strada. Sono coinvolte sempre più figure quali gestori dei locali, buttafuori, agenzie immobiliari, presta nomi, mariti fittizi ad intestatari di appartamenti. Le donne straniere coinvolte come prostitute sono legate ai protettori da un forte vincolo culturale/sociale ed economico. Anche nei casi, sempre più frequenti, in cui la donna è consapevole della propria destinazione al mercato prostitutivo, spesso non vengono rispettate le somme di denaro pattuite per costi aggiuntivi quali l’abitazione, le spese di vitto, il disbrigo di pratiche legali, cui spesso si aggiunge il debito contratto per pagare l’organizzazione del viaggio dal Paese di origine. Le persone che in Italia si prostituiscono provengono soprattutto dai Paesi dell’Est, in particolare dalla Romania e dall’Ucraina e, in misura minore, dalla Moldavia, dalla Slovacchia, dall’Ungheria, dalla Bulgaria, dalla Russia e da altri Paesi. I livelli di sfruttamento presenti in questo mercato a pagamento sono variabili. Esistono persone che si prostituiscono in maniera autonoma, altre che dividono i loro guadagni con mediatori e/o gestori di locali e appartamenti in base a patti prestabiliti o modificati nel corso del tempo, altre ancora che sono costrette a consegnare tutto il denaro a chi le sfrutta. Dalle ricerche su questo campo emerge che la prostituzione sommersa è gestita da varie tipologie di organizzazioni, di varia grandezza e composizione con un’alta percentuale di italiani/e coinvolti nella gestione del “mercato”.

Questi compaiono sia nella veste di intermediari che di organizzatori e/o sfruttatori, in alcuni casi come principali attori, in altri come figure di secondo piano in collegamento con un’organizzazione straniera. In merito ai gruppi stranieri si è riscontrata l’accresciuta capacità non solo di sfruttare e controllare i connazionali, ma purtroppo anche quella di istituire legami con la malavita italiana, legami in stretto collegamento con le molteplici sfere della gestione della prostituzione, che vanno dai costi per affitti e manutenzione degli appartamenti, ai rapporti con i circuiti dei locali, per arrivare all’accesso ad ambulatori medici etc.).

Riferimenti

Monica Coronica
@uxilia Onlus - Socialnews mensile di promozione sociale
Trieste Italia
monica.coronica@socialnews.it

http://www.socialnews.it/
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