Amina Tyler

Nata in Tunisia, figlia di un medico (Mounir) e di un'insegnante, ha passato alcuni anni in Arabia Saudita dove i genitori si erano trasferiti per lavoro. Rientrata con la famiglia in patria, era una studentessa di liceo quando il 1º marzo 2013 ha diffuso in rete su Facebook una fotografia a seno nudo con una scritta secondo cui il corpo appartiene alla donna. Dopo lo scalpore generato da questa forma di protesta, ha subito minacce ed accuse dai Salafiti.
Il 1º maggio 2013 ha tentato di introdursi al meeting del partito tunisino CPR (Congresso per la Repubblica), per denunciare la ministra Sihem Badi, ma è stata fermata dalla Polizia.
Il 19 maggio 2013 è stata arrestata e condotta nel carcere di Messaadine (Governatorato di Susa) con l’accusa di avere imbrattato il muro del cimitero di Kairouan (città in cui era previsto il congresso del gruppo Ansar al-Charia e nella quale Amina intendeva effettuare un atto dimostrativo), di profanazione di cimitero e di detenzione di arma. Nel processo, nel quale rischiava una pena detentiva superiore a due anni è stata condannata per questa sola ultima imputazione (consistita nel possesso di uno spray urticante per difesa personale) ad una pena pecuniaria corrispondente a 150 euro.. Nonostante la condanna a pena solo pecuniaria, Amina è rimasta in carcere per nuove imputazioni sulla moralità della condotta ed è in attesa di giudizio. (fonte: Wikipedia)
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