Fatti di Rovereta

I fatti di Rovereta sono un convulso e controverso episodio della storia politica della Repubblica di San Marino verificatosi dal 19 settembre al 14 ottobre 1957.
Successivamente al governo di unità nazionale seguito alla caduta del fascismo, dalle elezioni dell'11 marzo 1945 la Repubblica fu retta da una coalizione di sinistra tra il Partito Comunista Sammarinese (PCS) e il Partito Socialista Sammarinese (PSS), confermata anche alle consultazioni del 1955. In quelle elezioni, PCS e PSS avevano ottenuto complessivamente 35 seggi sui 60 del Consiglio Grande e Generale; tuttavia, negli anni successivi, si verificarono degli spostamenti tra i gruppi consiliari – a opera di un gruppo di cinque dissidenti del PSS contrari all'alleanza con il PCS – che portarono il Consiglio ad essere spaccato a metà dal febbraio 1957.
Queste scelte politiche si inserivano nel contesto internazionale della Guerra Fredda, per cui il governo democristiano italiano tollerava a fatica la presenza dei comunisti al governo della piccola Repubblica, che aveva mostrato in quegli anni un deciso rafforzamento delle politiche sociali e delle relazioni diplomatiche con l'Unione Sovietica. L'uscita del PCS dal governo veniva percepita come necessaria per ottenere l'appoggio finanziario dell'Italia e degli Stati Uniti. (fonte: Wikipedia)
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