Giacomo Matteotti

Fu rapito e assassinato da una squadra fascista capeggiata da Amerigo Dumini, forse per volontà di Benito Mussolini, a causa delle sue denunce dei brogli elettorali attuati dalla nascente dittatura nelle elezioni del 6 aprile 1924, e delle sue indagini sulla corruzione del governo, in particolare nella vicenda delle tangenti della concessione petrolifera alla Sinclair Oil. Matteotti, il giorno del suo omicidio (10 giugno) stava infatti per pronunciare un nuovo discorso alla Camera dei deputati - dopo quello sui brogli del 30 maggio - in cui avrebbe rivelato le sue scoperte riguardanti lo scandalo finanziario coinvolgente anche Arnaldo Mussolini, fratello del duce. Il corpo di Matteotti fu ritrovato circa due mesi dopo.
Il nonno del politico, il calderaio Matteo Matteotti, era originario di Comasine, nella Val di Peio, in Trentino, da dove si era trasferito a Fratta Polesine nel 1859, l’anno stesso della sua morte. Suo figlio Girolamo (1839-1902) portò avanti e allargò l’attività paterna: commerciante in ferro e rame, aveva investito i profitti in case e in terreni, e raggiunse un'invidiabile posizione economica. L'accusa rivolta al padre di aver costruito la sua fortuna prestando denaro ad interesse provenne dalla stampa cattolica locale di quegli anni, avversaria del figlio socialista, e non è mai stata definitivamente provata. (fonte: Wikipedia)

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“Patrimonio culturale e sviluppo locale – Prospettive per la nascita di un Distretto culturale a Terracina”. Si intitola così il convegno che si terrà sabato 6 febbraio 2016 alle ore 16 presso l’Hotel Palace di Terracina (Via Lungomare Matteotti, 2) e al quale interverranno come relatori: Silvia Costa,... (Latina24ore.it - 18 giorni fa) Leggi | Commenta
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