Giulio Cesare Procaccini

Nato a Bologna nel 1574, quinto figlio del pittore Ercole Procaccini il Vecchio e fratello di Camillo e Carlo Antonio, entrambi pittori, si trasferì a 11 anni con la famiglia a Milano cominciando a lavorare nel 1590 alla fabbrica del Duomo di Milano. Veniva da una dinastia di pittori, che a Bologna aveva rappresentato una via alternativa a quella dei Carracci. Quando il ruolo di questi ultimi diviene dominante a Bologna, i Procaccini si spostano a Milano, città che nel clima controriformistico impostato da Federico Borromeo era diventata un centro di elaborazione delle nuove forme nel campo delle arti figurative.
Giulio Cesare esordisce nel campo dell'arte come scultore, e di questa sua prima fase sono varie opere in Santa Maria dei Miracoli a Milano ("Angeli reggicorona" per la statua della "Madonna dei Miracoli" di Annibale Fontana). Verso il 1600 passò alla pittura, il motivo di questo cambiamento non è noto; molti tendono ad attribuirla a un viaggio di formazione a Roma, Venezia e Parma, o a un soggiorno di studio a Parma all'inizio del Seicento che ne avrebbe profondamente modificato l'iniziale asprezza lombarda dello stile. Le sue prime imprese pittoriche sono le pale con la "Pietà" e il "Martirio di Nazaro e Celso" nella Chiesa di Santa Maria presso San Celso, una "Madonna del Rosario col Bambino, San Francesco, San Domenico e angeli" per il Santuario Arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta e le tele per il Tribunale di provvisione, in cui è evidente lo stile caratteristico del tardo manierismo lombardo del Cerano e del fratello Camillo. (fonte: Wikipedia)
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