Giuseppe Verdi

Verdi nacque vicino a Busseto in una famiglia con scarsi mezzi economici, tuttavia riuscì ad intraprendere una educazione musicale grazie all'aiuto di un mecenate locale. Verdi dominò la scena lirica italiana dopo grandi autori come Bellini, Donizetti e Rossini, le cui opere lo influenzarono significativamente. A differenza del suo contemporaneo, Richard Wagner, Verdi si occupò di sviluppare le forme di opera romantica ereditate dal passato, piuttosto che rivoluzionarle.
Nelle sue prime opere, Verdi dimostrò simpatia per il movimento risorgimentale che perseguiva l'Unità d'Italia. Per un breve periodo partecipò anche alla vita politica assumendo una carica elettiva presso il proprio comune di residenza. Il coro "Va, pensiero", tratto dal suo terzo lavoro, "Nabucco" (1842), e altri cori simili comparsi in opere successive, presentavano molti caratteri propri dello spirito del movimento di unificazione e il compositore stesso divenne uno stimato rappresentante di questi ideali. Da persona molto riservata com'era, Verdi tuttavia non cercò di ingraziarsi i movimenti popolari e, una volta raggiunto il successo, ridusse notevolmente il suo lavoro dedicandosi per un certo periodo all'attività di proprietario terriero nella sua regione natale. Sorprese il mondo musicale con il suo ritorno sulle scene grazie al successo dell'opera "Aida" (1871) e ai suoi tre capolavori finali: la "Messa da Requiem" (1874), l'"Otello" (1887) e "Falstaff" (1893). (fonte: Wikipedia)
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