Isola Zannone

L'isola di Zannone è la più settentrionale delle Isole Ponziane, e per estensione (0,9 km²) la terz'ultima dell'arcipelago (più piccole sono Santo Stefano e Gavi). Sorge a nord-est di Ponza, nel mar Tirreno.
Amministrativamente fa parte del Comune di Ponza (LT), nel Lazio.
Era nota agli antichi greci e romani con il nome "Sinonia" ("Σηνωνία" in greco antico). Sede di un monastero cistercense di cui restano importanti ruderi, in passato era abitata solo nel periodo estivo dai due guardiani del faro, situato sull'estremità settentrionale dell'isola (Capo Negro). In seguito il faro è stato automatizzato, rendendo superflua la presenza di guardiani. Attualmente l'isola è abitata solo da agenti del Corpo Forestale dello Stato che attendono in coppia in turni di una settimana alla stazione localizzata sui resti del monastero sul Monte Pellegrino. Durante la prima guerra mondiale, un sottomarino tedesco al largo di Zannone silurò il motoveliero "Corriere di Ponza": 35 ponzesi persero la vita. Dal 1979 l'isola è stata ricompresa nel Parco Nazionale del Circeo, data la sua rilevanza naturalistica. In effetti, data la scarsissima presenza umana nel corso della storia a Zannone (sono state rinvenute solo tracce antropiche risalenti alla preistoria), l'isola è sede di interessanti endemismi floristici e faunistici. L'isola è visitabile ma non è permesso il pernottamento. (fonte: Wikipedia)
Loading....