Jacob van Ruisdael

Allievo del padre Isaac van Ruisdael e dello zio Salomon van Ruysdael, entrambi pittori di paesaggio, entrò ventenne nella gilda dei pittori di Haarlem, affermandosi precocemente proprio come paesaggista.
Nell'ambito della concezione tipicamente olandese del paesaggio, nettamente distinta da quella classica o italianeggiante, egli afferma una visione personale, in cui è assente ogni forma di idealizzazione e di piacevolezza arcadica e la natura è vista sulla scorta di Hercules Seghers e di Rembrandt, soprattutto come paesaggio interiore, rivelazione di uno spirito inquieto e romantico. Fu amico e maestro del connazionale Meindert Hobbema.
I motivi più ricorrenti nella sua opera sono la cascate spumeggianti sulle rocce, l'improvviso apparire di un raggio di sole, l'albero piegato da una raffica repentina, una barca in lotta contro i marosi, le nuvole nere che invadono minacciose il cielo.
Anche al più semplice motivo l'artista dà evidenza drammatica e potenza suggestiva per mezzo della luce, l'elemento che unifica e infonde all'insieme una sorta di vibrazione interna. (fonte: Wikipedia)
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