Michele Santoro

Figlio di un macchinista delle ferrovie, originario di Monteverde, si è laureato in filosofia presso l'Università di Salerno, dove ebbe per relatore Biagio De Giovanni. Ha iniziato la sua militanza politica nel gruppo maoista Unione Comunisti Italiani e, contemporaneamente, la sua carriera giornalistica sul periodico "Servire il popolo", edito dalla stessa organizzazione e chiuso nel 1975 con lo scioglimento dell'UCI.
Successivamente passò al quindicinale del PCI campano "La Voce della Campania", di cui fu direttore da marzo 1979 per nove mesi, quando venne allontanato per le sue posizioni eterodosse rispetto alla linea ufficiale del partito.
Collaborò quindi con "L'Unità", "Il Mattino" ed "Epoca". Prima di essere assunto in RAI nel 1982, ha lavorato per la radio come conduttore di rubriche e autore di sceneggiati radiofonici ("Via le odiate macchine", Radio Uno).
Nel 1998 vince il Premio Cimitile con il libro "Michele chi?" edito da Baldini & Castoldi. (fonte: Wikipedia)
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Il patetico addio di Michele Santoro

Bandiere rosse e Bella ciao. Era patetica l'ultima puntata di Servizio pubblico trasmessa in diretta giovedì sera da largo Annigoni a Firenze davanti a un pubblico prevalentemente organizzato dai sindacati. Sul palco icone della sinistra e operai licenziati. (Internazionale - 19 giugno 2015) Leggi | Commenta

Rosso di sera: l'«addio» di Michele Santoro alla tv

Dopo cinque anni, Michele Santoro saluta per sempre l'avventura di Servizio Pubblico in uno spettacolo maestoso, dove la Sinistra lo abbraccia e gli dedica il ricordo di un partito che, a sua detta, non esiste più. Poi promette: «Ci vediamo presto». 3 minuti fa ... (Vanity Fair.it - 19 giugno 2015) Leggi | Commenta
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