Nat Turner

Nato nella Contea di Southampton, dove trascorse la sua intera esistenza, dimostrò sin dalla tenera età una intelligenza particolarmente vivace grazie alla quale imparò subito a leggere e scrivere. Educato a coltivare una profonda religiosità, si immerse nella lettura della Sacra Bibbia e nella preghiera, fino a sfociare nel vero e proprio misticismo, dichiarando di sentire la voce di Dio e di avere visioni che gli comunicavano messaggi divini. Queste manifestazioni mistiche influenzarono fortemente la sua esistenza, al punto da indurlo, all'età di 23 anni, di far ritorno dal suo padrone dopo una rocambolesca fuga di circa un mese. Con lo scopo di fare opera di proselitismo, Turner spesso predicava e leggeva i testi sacri al cospetto dei suoi compagni di schiavitù, che presto lo soprannominarono "il Profeta".
La nonna di Nat Turner era stata condotta in catene, all'età di tredici anni, dalla Costa d'Oro in America e, subito dopo lo sbarco, diede alla luce una bambina, la madre di Nat, che era stata concepita durante il viaggio. La madre di Nat morì quando il figlio aveva quindici anni; il padre era scappato tempo prima abbandonando la famiglia. Ben presto il bambino sembrò troppo intelligente per essere allevato come uno schiavo qualunque e il suo padrone volle insegnargli a leggere e a scrivere. Così la vita del giovane fu diversa da quella degli altri ragazzi di colore: niente fatiche pesanti, solo lavori nei quali poteva mettere a frutto l'intelligenza naturale e l'istruzione ricevuta. Faceva il falegname, costruiva macchine, sperimentava trappole e altri congegni, viveva insomma come un operaio povero. (fonte: Wikipedia)
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