Paolo Veronese

Figlio di un certo Gabriele, scalpellino ("spezapreda", letteralmente "spezzapietre" nel dialetto locale), assunse il cognome Caliari probabilmente nel 1555 (anno in cui per la prima volta egli si firma così in una lettera).
La sua formazione si svolse nella natia Verona, ma di grande rilievo per gli influssi che ebbero sulla sua arte e sulla sua carriera furono anche le giovanili esperienze fatte prima nel trevigiano e poi a Mantova, presso la corte dei Gonzaga.
In seguito si trasferì a Venezia, ove divenne noto come "Il Veronese", e dove dal 1556 risiedette pressoché stabilmente fino alla morte, ottenendo notevoli successi sin dall'inizio della sua permanenza lagunare.
Nel 1566 sposò Elena Badile, figlia del suo primo maestro Antonio Badile, dalla quale ebbe cinque figli, compresi Carlo (20 luglio 1570 - 1596) e Gabriele (1568 - 1631) che, con il fratello di Paolo, Benedetto, furono i suoi principali collaboratori e che, dopo la sua morte, ne proseguirono, con modesto esito, l'attività di bottega, ormai tra le maggiori di Venezia, talvolta firmando collettivamente le loro opere con la dicitura "Heredes Pauli Caliari Veronensis". (fonte: Wikipedia)
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