Paracetamolo

Il paracetamolo (o acetaminofene'") (N-acetil-para-amminofenolo) è un farmaco ad azione analgesica e antipiretica largamente utilizzato sia da solo, sia in associazione ad altre sostanze, ad esempio nei comuni preparati da banco per le forme virali da raffreddamento, o nei farmaci destinati al trattamento del dolore acuto e cronico.
Il paracetamolo fu sintetizzato per la prima volta nel 1878 da Harmon Northrop Morse per riduzione di "p"-nitrofenolo con stagno in acido acetico glaciale, secondo la seguente reazione
dove l'azione riducente di metallo e acido converte il "p"-nitrofenolo a "p"-amminofenolo, che viene immediatamente acetilato. Si iniziò a utilizzarlo per fini medici solo a partire dagli anni cinquanta del XX secolo.
Inizialmente si usavano acetanilide e fenacetina, derivati dell'anilina, come antipiretici di elezione, ma essi avevano forti conseguenze tossiche sul paziente. In realtà, molti anni dopo si scoprì che i benefici effetti prodotti dall'assunzione di acetanilide o di fenacetina erano determinati dal fatto che l'organismo trasformava entrambe queste molecole in paracetamolo. Era quindi il paracetamolo la sostanza che realmente determinava l'analgesia e il calo della temperatura. Quando una sostanza farmacologicamente attiva si origina, come nel caso del paracetamolo, in seguito all'assunzione di un altro prodotto (l’acetanilide o la fenacetina), questo prodotto viene indicato come "precursore", mentre la sostanza che si forma viene detta "metabolita attivo". Il paracetamolo era dunque il metabolita attivo sia dell’acetanilide, sia della fenacetina. (fonte: Wikipedia)
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