Pericle Fazzini

Inizia la propria formazione nella bottega del padre Vittorio, falegname; grazie all'aiuto del poeta Mario Rivosecchi nel 1930 si trasferisce a Roma, dove studia alla Scuola libera del nudo.
Nel 1931 vince il concorso per un monumento al cardinale Dusmet (che però non realizzerà mai); nel 1932 e nel 1933 partecipa al concorso per il Pensionato artistico nazionale ottenendo una borsa di studio, che vince grazie all'altorilievo "Uscita dall'arca". Nel 1933 espone con Alberto Ziveri e Giuseppe Grassi presso la galleria di Dario Sabatello; nel 1934 espone a Parigi il "Ritratto di Anita" che viene acquistato dal Museo Jeu de Paume.
Nel 1935 partecipa alla II Quadriennale di Roma ottenendo un premio per gli altorilievi "Danza" e "Tempesta". Espone di nuovo con successo a Parigi e Roma e nel 1938 apre un suo studio a Via Margutta, dove resterà per tutta la vita. Partecipa alla Biennale di Venezia con diverse sculture ("Ritratto di Ungaretti", "Giovane che declama", "Giovane che ascolta"). (fonte: Wikipedia)
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