Salvo Lima

Figlio di un'archivista del comune di Palermo, si laureò in giurisprudenza e trovò un impiego presso il Banco di Sicilia. Nel 1956 Lima venne eletto consigliere comunale a Palermo e divenne un sostenitore di Giovanni Gioia, aderendo alla corrente politica di Amintore Fanfani nella Democrazia Cristiana, e divenendo nello stesso anno assessore ai lavori pubblici.
Nel 1958 Lima venne eletto sindaco di Palermo e il consigliere comunale Vito Ciancimino (anch'egli sostenitore di Gioia) gli subentrò nella carica di assessore ai lavori pubblici: durante il periodo della giunta comunale del sindaco Lima, delle 4.000 licenze edilizie rilasciate, 1600 figurarono intestate a tre prestanome, che non avevano nulla a che fare con l'edilizia; vennero apportate numerose modifiche al piano regolatore di Palermo che permisero alla ditta di Nicolò Di Trapani (pregiudicato per associazione a delinquere) di vendere aree edificabili ad imprese edili mentre il costruttore Girolamo Moncada (legato al "boss" mafioso Michele Cavataio) ottenne in soli otto giorni licenze edilizie per numerosi edifici; il costruttore Francesco Vassallo (genero di Giuseppe Messina, capomafia della borgata Tommaso Natale) riuscì ad ottenere numerose licenze edilizie nonostante violassero le disposizioni del piano regolatore. (fonte: Wikipedia)
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Nascita: lunedì 23 gennaio 1928 a Palermo (Italia, Isola di Sicilia, Provincia di Palermo)
Morte: giovedì 12 marzo 1992
Attività: Politico