Siamo uomini o caporali

"Siamo uomini o caporali" è un film del 1955 diretto da Camillo Mastrocinque e interpretato da Totò e Paolo Stoppa in due rispettivi ruoli contrapposti: l'"uomo" e il "caporale".
Totò Esposito (Totò) è una comparsa teatrale. Si presenta agli studi cinematografici per un film su Napoleone, entra invece nella scena di un film su Nerone mentre stanno girando. Il responsabile per le comparse (Paolo Stoppa) viene chiamato ed incolpato di non aver fatto attenzione delle sue comparse. Vestito poi da milite delle truppe napoleoniche entra nuovamente nella scena del film su Nerone. Quando il regista infuriato chiama Meniconi questo minaccia Totò di farlo arrestare, Totò sfila il fioretto e minaccia di uccidere chi gli capita. Viene bloccato e sbattuto in una clinica psichiatrica perché considerato pazzo.
Allo psichiatra Totò racconta la storia della sua vita e di tutti i soprusi che gli sono capitati. La sua "odissea" - come la definisce lui stesso - inizia durante la guerra. Per sbarcare il lunario, si mette al servizio di quanti non vogliono o non possono attendere nelle lunghe file per il cibo davanti ai negozi in tempo di guerra. Totò, per passare avanti agli altri clienti, ricorre a piccoli trucchi: li distrae verso un inesistente "puntino nero", suscitando in loro il dubbio che si tratti di un aeroplano, si traveste da gerarca fascista e da ufficiale nazista. Alla fine viene scoperto da un milite fascista (Paolo Stoppa) che lo fa arrestare dai tedeschi. (fonte: Wikipedia)
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