Teatro del Mediterraneo della seconda guerra mondiale

Il teatro del Mediterraneo della seconda guerra mondiale comprese le campagne terrestri, navali ed aeree combattute nel bacino del Mediterraneo e nei paesi che vi si affacciano quali l'Italia, la Grecia e le isole dell'Egeo, la Francia meridionale ed il Nordafrica, nel periodo compreso tra il giugno del 1940 ed il maggio del 1945. La mole maggiore degli scontri fu sostenuta dalle forze italiane e tedesche, supportate da altre potenze dell'Asse, e dalle forze del Regno Unito, supportate dalle altre nazioni Alleate, quali alcuni paesi del Commonwealth e, a seguito della loro entrata in guerra, anche dagli Stati Uniti.
L'Italia entrò in guerra il 10 giugno 1940 e, a quella data, le sue forze armate erano tanto numerose sul piano organico, quanto male organizzate e con armamenti tecnologicamente arretrati: il Regio Esercito presidiava capillarmente il territorio dell'impero coloniale ma con una scarsa dotazione di truppe meccanizzate, il cui equipaggiamento era comunque privo di mezzi moderni, e le artiglierie erano risalenti alla prima guerra mondiale od anche prima; il totale delle truppe ammontava ad 1.432.000 uomini, cifra che crebbe nel mese di luglio ad 1.800.000, per attestatasi ad 1.600.000 uomini entro la fine dell'anno. Le divisioni di cui l'Italia disponeva erano 75, così ripartite: 45 di fanteria, 5 alpine, 3 corazzate, 3 celeri (miste di cavalleria e mezzi corazzati), 3 autotrasportabili, 9 autotrasportabili "tipo Africa Settentrionale", 2 motorizzate, 2 di fanteria libica e 3 della milizia; il grosso di queste unità si trovava nella penisola (55 divisioni, di cui 21 sulla frontiera con la Francia, 5 sulla frontiera con la Jugoslavia, 25 in riserva nell'Italia centrale, 2 in Sardegna e 2 in Sicilia), con altre truppe in Libia (la 5ª Armata in Tripolitania e la 10ª Armata in Cirenaica, con un totale di 14 divisioni e vari reparti autonomi), in Albania (il XXVI Corpo d'armata con 5 divisioni e vari reparti albanesi non indivisionati), nel Dodecaneso (una divisione) ed in Africa Orientale Italiana (due divisioni, 29 brigate indigene e vari reparti minori). Le scorte di materie prime e di combustibile concedevano una limitata autonomia alle forze armate ed una scarsissima capacità di reintegro, che metteva la macchina bellica italiana in grado di armare in modo moderno solo due divisioni dell'esercito all'anno. (fonte: Wikipedia)
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