Warner Bros.

La Warner Bros., abbreviazione di Warner Bros. Entertainment, Inc., chiamata anche Warner Brothers, è un'importante casa di produzione cinematografica e televisiva statunitense.
È consociata della società madre Time Warner, e ha sede a Burbank, in California. Alcune delle principali divisioni che fanno parte della società sono la Warner Bros. Pictures, la Warner Bros. Television, la Warner Home Video, la Warner Bros. Interactive Entertainment, la Warner Bros. Consumer Products, la Warner Bros. Animation e la DC Comics. Warner è anche proprietaria di una buona parte dell'emittente The CW. Dall'ottobre 2011, il presidente e CEO della Warner Bros Italia è Barbara Salabè.
Era il 1918 quando i quattro fratelli Harry (presidente), Albert, Sam e Jack Warner fondarono il primo studio sul Sunset Boulevard di Hollywood, a quel tempo il nome era Warner Bros. West Coast Studios ed è solo 5 anni più tardi, nel 1923 che la società mutò il nome in Warner Bros. Pictures, con sede negli studi di Burbank, California, negli Stati Uniti. Nel 1925, acquista il circuito di distribuzione della Vitagraph e l'anno successivo sviluppa un accordo con la Western Electric per il sistema sonoro Vitaphone, che consiste nell'utilizzo di tracce sonore registrate su disco sincronizzate alle immagini durante la proiezione. Nel 1926, lo studio produce il primo film con sistema Vitaphone, "Don Giovanni e Lucrezia Borgia" (Don Juan) di Alan Crosland, con John Barrymore. Nel 1927 sorprende tutti producendo il film "Il cantante di jazz", diretto ancora da Crosland con Al Jolson, che contiene una sequenza sonora; la novità tecnologica permette alla Warner di ottenere un Premio Oscar speciale per l'importante apporto allo sviluppo del cinema. L'anno successivo è la volta di "Lights of New York", primo film interamente parlato. Nello stesso periodo acquisisce la catena di sale della Stanley Company. Negli anni trenta, lo studio si specializza nella produzione di film dallo stile concitato e crudo, spesso riguardanti tematiche sociali. Particolarmente riuscita è la serie di film di gangster che lancia nomi come James Cagney, con "Nemico pubblico" ("Public enemy", 1931) di William Wellman, Edward G. Robinson, con "Piccolo Cesare" ("Little Caesar", 1931) di Mervyn LeRoy, e Humphrey Bogart con "Una pallottola per Roy" ("High Sierra", 1941) di Raoul Walsh. Non si lascia scappare però anche il genere del musical: nel 1933, si concentra nella realizzazione di due tra i più importanti musical del decennio, quali "Quarantaduesima strada" ("42nd Street") di Lloyd Bacon e "La danza delle luci" ("Gold Diggers", del 1933), di Mervyn LeRoy, impreziositi soprattutto dalle coreografie di Busby Berkeley. Lo studio avrà molti fastidi a causa di una diva determinata e tumultuosa quale Bette Davis, che nel 1936 viene citata dalla Warner quando si trasferisce in Inghilterra per girare altri film. L'attrice perderà la causa ma provocherà un grande scossone nello studio-system hollywoodiano, così da poter realizzare film sempre targati Warner ma di livello, come "La figlia del vento" ("Jezebel", 1938) e "Ombre malesi" ("The letter", 1940), entrambi diretti da William Wyler. A partire dagli anni trenta, la Warner Bros. comincia, peraltro, a produrre la fortunata serie di cartoni animati "Looney Tunes", capitanati da personaggi come Bugs Bunny e Daffy Duck (frutto della bravura di animatori come Jack King e Friz Freleng). Negli anni della seconda guerra mondiale, lo studio si dedica alla produzione di film di successo, spesso propagandistici, come il celeberrimo "Casablanca" ("Casablanca", 1942) di Michael Curtiz, con Humphrey Bogart ed Ingrid Bergman. Verso la fine del decennio la Warner rinvigorisce la carriera di Joan Crawford, permettendole di guadagnarsi un Oscar per "Il romanzo di Mildred" ("Mildred Pierce", 1945) di Michael Curtiz. Dà poi una svolta a quella di Olivia de Havilland, anche lei costretta a battersi per poter partecipare a film migliori, e lancia future dive come Lauren Bacall e Doris Day. Negli anni cinquanta, lo studio perde la proprietà delle sale della Stanley Company, ma non si lascia abbattere, producendo film di successo con nomi del calibro di Judy Garland - che rinasce grazie al successo di "È nata una stella" ("A star is born", 1954) di George Cukor -, la già citata Doris Day, James Dean - col celebre "Gioventù bruciata" ("Rebel without a cause", 1955) di Nicholas Ray -, e Audrey Hepburn - nell'apprezzato musical "My fair Lady" ("My fair Lady", 1964) di George Cukor. Nel 1967, la società viene rilevata dalla Seven Arts e nel '69, sotto l'egida dell'impero finanziario e multinazionale Kinney, la denominazione muta in Warner Communications. Tra i successi degli anni settanta ricordiamo "Tutti gli uomini del presidente" ("All the President's men", 1976) di Alan J. Pakula e tutti i film di Stanley Kubrick, da "Arancia meccanica" ("A Clockwork Orange", 1971) in poi. (fonte: Wikipedia)
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