Il centrodestra senza bussola marcia diviso

QUOTIDIANO NAZIONALE INTERNO

Bruno. Vespa. Aprendo così un rilevante scenario polemico e lasciando Enrico Letta e Giorgia Meloni come soli leader di peso a fare la scorta a Draghi sul fronte bellico.

Salvini e Berlusconi, se si presentassero separatamente avrebbero il 24 (16.5 più 7.5), ma in una lista unica scenderebbero al 22 % con ulteriore vantaggio per la Meloni.

I rapporti nel centrodestra, esplosi per le modalità di conferma di Mattarella, si sono progressivamente guastati. (QUOTIDIANO NAZIONALE)

Ne parlano anche altre testate

Da parte sua la Gelmini non è soddisfatta dalle precisazioni di Berlusconi - "ferma collocazione nell'Alleanza atlantica di Fi", "sono deluso da Putin" - e non si rassegna "all'appiattimento di Forza Italia sulla linea di Salvini". (Liberoquotidiano.it)

Berlusconi sa bene che, a causa della diminuzione dei seggi e con le percentuali possibili da raggiungere, un mantenimento al centro impoverirebbe di molto la rappresentanza parlamentare. Berlusconi aspira a essere il padre nobile del fronte moderato ed è certo consapevole che i risultati non possano essere quelli dei decenni scorsi per Forza Italia ma dimostra ancora una volta il suo acume politico (Corriere della Calabria)

Giorgia Meloni è rimasta di più, ma ha ripetuto con l'abituale ruvidità la collocazione a parte, fornendo un pretesto poi ripetuto per la rabbia (tale l'espressione circolata) del Cav. Il vertice del centro-destra ad Arcore, arrivato a mesi di distanza dalle infelici elezioni quirinalizie, ha lasciato perfino sconcertati gli stessi partecipanti. (Italia Oggi)

Si fa strada perciò il convincimento che solo un sano e consapevole proporzionale può salvare Forza Italia dallo stress e dalla scissione. È la fotografia di Forza Italia, dove si stanno slatentizzando tutte le tensioni accumulate dall’inizio della legislatura. (Secolo d'Italia)

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