Virus, ok a rientro 17enne da Wuhan

Virus, ok a rientro 17enne da Wuhan
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Continuano intanto a migliorare le condizioni di salute del giovane paziente italiano ricoverato all'Istituto Spallanzani di Roma.

(Afp). E stata ottenuta dalle autorità cinesi l’autorizzazione necessaria al volo di rientro che riporterà in Italia il connazionale 17enne bloccato a Wuhan, la città della Cina da dove è partito il contagio del coronavirus.

Ne parlano anche altri giornali

turisti cinesi Così il dottor Zhang dell’ambasciata cinese, che stamattina ha accompagnato i venti connazionali dimessi oggi dallo Spallanzani. (Gazzetta di Parma)

Nel frattempo l'ambasciata cinese lancia un appello all'Italia: "In questi giorni si sono verificate delle aggressioni ai cinesi in Italia, non turisti ma la comunità cinese. Il rientro del 17enne di Grado da giorni bloccato in Cina a causa della febbre è previsto per sabato. (Liberoquotidiano.it)

Nel complesso, le forze armate hanno inviato in tre diversi gruppi un totale di 4000 militari del settore sanitario e medico. Con il via libera del presidente Xi Jinping, a capo della Commissione centrale militare, la Cina ha inviato a Wuhan altre 2600 unità di personale medico e paramedico delle forze armate allo scopo di assistere i pazienti ricoverati per coronavirus nei due ospedali costruiti a tempo di record in 10 giorni. (Corriere del Ticino)

Nella sola provincia di Hubei sono stati riportati 116 nuovi decessi e 4.823 nuovi casi di infezione. In Italia, fino ad oggi, i contagi confermati sono tre e riguardano una coppia di turisti cinesi e un italiano rientrato da Wuhan (ilGiornale.it)

Niccolò non era riuscito a lasciare Wuhan per ben due volte perche’ aveva la febbre (qui la sua storia). Oltre 1380 vittime in tutto il mondo e più di 64mila contagi, la maggior parte in Cina. (Corriere della Sera)

Delle 59.900 tute necessarie ogni giorno, i medici e le infermiere di Wuhan ne hanno solo 18.500, ha spiegato il vice sindaco, Hu Yabo. 40 ospedali, medici più esposti I medici, specie a Wuhan e nella provincia dell’Hubei, lavorano in condizioni molto difficili: i casi confermati lì sono circa 52mila e i morti 1.318 senza contare tutte le persone in quarantena o gli asintomatici. (Corriere della Sera)

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