Draghi 'sfida' no Vax e no Green Pass: no agli sconti sui tamponi e niente rinvii

News Mondo INTERNO

Draghi opta per la linea dura e non cede davanti a no Green Pass e no Vax: niente sconti sui tamponi e niente rinvii. Nonostante le proteste, gli scioperi e le manifestazioni, Draghi ha deciso di non fare passi indietro sul Green Pass a lavoro, diventato effettivamente obbligatorio dalla giornata del 15 ottobre.

Niente rinvii sul Green Pass obbligatorio a lavoro e niente sconti sui tamponi per i non vaccinati: Draghi difende la linea dura del governo. (News Mondo)

Ne parlano anche altre testate

L’obiettivo fissato da Palazzo Chigi resta quello di vaccinare il 90% degli italiani prima di pensare alla rimozione di alcune restrizioni come il green pass. Sul credito d’imposta si deciderà dopo aver visto i primi dati per capire l’effettivo impatto dei primi giorni di green pass obbligatorio. (Money.it)

D'altra parte, come scrive il New York Times, quella dell'Italia sul green pass obbligatorio «è la posizione più audace» in Europa, «una delle linee più dure nel mondo occidentale». Tanto che Draghi si infastidisce non poco per le due ore di ritardo del Conisglio dei ministri. (ilGiornale.it)

Green Pass, il premier Mario Draghi non cede il passo: no ai tamponi gratis. Costerebbe troppo alle casse dello Stato accollarsi i costi dei tamponi di tutti quei lavoratori che hanno deciso di non vaccinarsi. (Yeslife)

I partiti, in primis la Lega, hanno detto di voler cambiare il testo del decreto che istituisce l’obbligo del pass. Nessun “venerdì nero” nel giorno dell’entrata in vigore del Green pass in tutti i posti di lavoro e per 23 milioni di occupati (a partire dal premier Mario Draghi che lo ha mostrato stamane entrando a Palazzo Chigi). (ilmessaggero.it)

E invece no: su quei problemi lì nessuno gli pone grandi questioni. La necessità di vaccinare l’Italia intera per sconfiggere il Covid coi mezzi che la scienza ci ha messo a disposizione. (Il Riformista)

A guardare le spese del governo, gli acquisti militari dicono che si investe sempre di più in armamenti militari. Ci sono due aspetti che mantengono alta l'attenzione di Rete italiana Pace e Disarmo (Fanpage.it)

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