Tim, la politica alla finestra

Tim, la politica alla finestra
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La Repubblica ESTERI

È una questione di mercato ma ovviamente anche e forse soprattutto politica, visto che si parla del settore strategico delle telecomunicazioni.

La vecchia immagine dell'Italia come terra di conquista è abusata e probabilmente poco adatta a descrivere quello che sta accadendo, tuttavia il tema di come reagire - e prima ancora, se reagire - è all'attenzione di Palazzo Chigi

Sulle manovre di palazzo che preparano la disputa sul Quirinale è piombato come un meteorite l'affare Tim-Kkr. (La Repubblica)

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Il dossier Kkr-Tim sarà, secondo quanto si apprende, tra i temi dell'audizione del ministro dello Sviluppo economico Giorgetti al Copasir giovedì prossimo. Alla luce di quanto accaduto nel fine settimana, il Governo deve venire a riferire in Parlamento. (AGI - Agenzia Giornalistica Italia)

È la linea che trapela da Palazzo Chigi mentre Fdi e M5s chiedono al governo di riferire in Aula. Tre condizioni - che vengono considerate da Palazzo Chigi e dal ministro dell'Economia Daniele Franco - «irrinunciabili». (il Giornale)

L’intervento dei fondi, qualunque essi siano, ormai è abbastanza chiaro, ha il suo presupposto nello spezzettamento della società almeno in due parti, la società della Rete da un lato, che in questo modo può “esplodere” il suo vero valore, e la società commerciale dall’altro con l’offerta di servizi di telefonia agli utenti (La Repubblica)

TIM, Francesco Specchia: "KKR è investitore pregiatissimo ma l'ultima parola è allo Stato e Draghi ha già esercitato il golden power"

“Difficile che la direzione sia quella della rete unica”, spiega una fonte di governo, sottolineando le già note perplessità di Colao su questo tipo di soluzione, che si sommano all’incertezza dovuta all’offerta di Kkr. (L'HuffPost)

Tim non può essere presa come paradigma, perché è una delle peggiori privatizzazioni effettuate nel mondo Gli Usa hanno necessità di farsi carico del mondo, i francesi sono l'ultima potenza talassocratica. (il Giornale)

Il giornalista di Libero Francesco Specchia sul ruolo di Draghi difronte all'offerta del fondo americano per il gestore telefonico nazionale: "Sono per il libero mercato ma ricordiamo la svendita di Omnitel e Infostrada" (La7)

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