Green Pass per lavorare, l'errore di Confindustria sta nel metodo

L'HuffPost INTERNO

Sorge allora un obbligo in capo al datore (pubblico o privato) per rimettere in maggior sicurezza i propri dipendenti.

Vogliamo, forse, tornare all’esperienza dei ‘’reparti confino’’ (una volta sede delle discriminazioni politiche e sindacali) dove collocare i dipendenti No Vax?

Perché, a pensarci bene, è improbabile pure il trasferimento ad altra mansione proprio per la natura stessa del contagio. (L'HuffPost)

Se ne è parlato anche su altri media

«Il primo passaggio - spiega Landini - va compiuto subito, prima della fine di luglio. Così il segretario della Cgil Maurizio Landini in una intervista alla Stampa commenta la proposta di Confindustria di vietare l'ingresso in azienda ai non vaccinati e di sospenderli dallo stipendio. (DiariodelWeb.it)

Vaccino, per i guariti dal Covid basta una sola dose. "L’obbligatorietà della vaccinazione può essere stabilita solo da una legge – considera Ballotta –. Bisogna informare e convincere gli scettici, ma nessun datore di lavoro può sospendere o allontanare un lavoratore, tanto meno licenziarlo". (il Resto del Carlino)

Di conseguenza, si propone che il datore di lavoro, ove possibile, a fronte di un’opposizione al vaccino, possa «attribuire al lavoratore mansioni diverse da quelle normalmente esercitate, erogando la relativa retribuzione». (PMI.it)

Per Alberto Monticco (Cisl), vaccinarsi contro il Covid è una scelta di buon senso e di forte responsabilità: ma da qui a dire che senza il green pass non si può entrare in fabbrica, ce ne passa. Industriali per il green pass, "no" secco dei sindacati. (TGR – Rai)

L'ipotesi del green pass obbligatorio agita i sindacati. Pezzetta (Cgil): non può essere una decisione di Confindustria. Franzolini (Uil): massima copertura vaccinale, ma senza obbligo nelle fabbriche. (TGR – Rai)

Usare il Green Pass per stare sul luogo di lavoro. «L'esibizione di un certificato verde valido dovrebbe rientrare tra gli obblighi di diligenza, correttezza e buona fede su cui poggia il rapporto di lavoro». (Il Manifesto)

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