Dopo l’ecatombe del 2020, per il turismo organizzato il 2021 rischia di essere peggio

Dopo l’ecatombe del 2020, per il turismo organizzato il 2021 rischia di essere peggio
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MPS
Travelnostop.com ECONOMIA

Anche il business travel ha perso tre quarti del suo giro d’affari e il settore eventi è sotto dell’80%.

Se non si cambia rotta rapidamente in vista della fine dell’anno, il turismo organizzato italiano si attesterà su un fatturato persino peggiore del 2020, mentre Paesi come la vicina Croazia fanno segnare il record di presenze internazionali

I dati odierni dell’Istat sul settore turistico nel 2020 parlano chiaro. (Travelnostop.com)

Su altre fonti

(LaPresse) – Nel 2020 i pernottamenti dei turisti stranieri in Italia sono diminuiti del 54,6%, quelli dei residenti all’interno dei confini del 32,2%. In un anno si è registrato un calo di oltre 63 miliardi di euro per il consumo turistico interno e di 31 miliardi per il valore aggiunto che scende ben al di sotto dei livelli del 2010 (68 miliardi nel 2020 contro 80 miliardi). (LaPresse)

“Nel secondo trimestre 2021, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra un aumento del 3,9% rispetto al trimestre precedente e del 20,8% rispetto al secondo trimestre 2020; anche il Pil è aumentato, del 2,7% in termini congiunturali e del 17,3% in termini tendenziali, si legge nella nota dell’Istat. (News Mondo)

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L'Italia è tornata al lavoro. Ma la ripresa è "a termine"

È in crescita, mentre calano leggermente disoccupati e inattivi. L’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, ha diffuso ieri i dati relativi all’occupazione in Italia nel secondo trimestre del 2021, quello che va da aprile a giugno. (TIMgate)

Turismo, Istat: nel 2020 i pernottamenti dei turisti stranieri -54,6% In un anno si è registrato un calo di oltre 63 miliardi di euro per il consumo turistico interno e di 31 miliardi per il valore aggiunto che scende ben al di sotto dei livelli del 2010. (AgCult)

Mentre però il dato sui maschi segna soltanto un -2,3%, ben più negativo è quello delle donne (-3,7%) Oltre a ciò, oggi constatiamo con particolare chiarezza come il nostro diritto del lavoro impedisca quel generale riassetto delle forze produttive di cui c'è bisogno. (ilGiornale.it)

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