Il tennis sgradevole di Medvedev, quello "tutto storto" che ha fatto piangere Djokovic - ilNapolista

Il tennis sgradevole di Medvedev, quello tutto storto che ha fatto piangere Djokovic - ilNapolista
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Medvedev non è il pezzo di ghiaccio che a New York ha spezzato Djokovic nella tensione.

Il che, oltre un certo livello, in questo tennis tutto conforme, diventa il suo asso nella manica.

Essendo giocatore di scacchi, Medvedev ha registrato le informazioni e ha imparato la lezione: “Il campo da gioco non è il luogo per mostrare le emozioni, ma per dimostrare le proprie qualità”.

Medvedev, tocca farci i conti, è un campione sgradevole. (IlNapolista)

Ne parlano anche altri media

Il tuo (anzi i tuoi) Grande Slam resterà ancora lì quale imperitura e irraggiungibile pietra di paragone. Cinquantadue anni di attesa per tutto il mondo del tennis, ma soprattutto per lui. (Ubi Tennis)

Già da qualche decennio era ritenuto impossibile che qualcuno, dopo Laver, potesse riuscirci di nuovo. Nessuno dal 1969, quando l’immenso Rod Laver lo centrò per la seconda volta, ha mai realizzato il Grande Slam (la vittoria nello stesso anno di Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open). (IlNapolista)

Daniel Medvedev, 25 anni e 7 mesi, mette oggi in bacheca il trofeo più importante della sua carriera Appuntamento con la storia rimandato, ma grande dimostrazione di solidità fisica e mentale, persino contro un Nadal in grandissimo spolvero. (Sportface.it)

Djokovic, la fragilità del campione e il peso delle pressioni

Mi sentivo molto, molto speciale“ Ad un passo dall’impresa storica del Grande Slam, il serbo si è dovuto arrendere per 0-3 (4-6, 4-6, 4-6) in finale a Daniil Medvedev, che ha coronato il sogno di vincere uno Slam. (Footballnews24.it)

Allora ho chiesto ai giocatori più giovani, e loro mi hanno detto che sarebbe stata una celebrazione leggendaria, e così l’ho fatta". Allora mi è venuto in mente FIFA, perché mi piace giocare con la PlayStation: c’è un’esultanza che si chiama "il pesce morto", si vede molto spesso. (Eurosport IT)

A New York invece è stato diverso, per la prima volta si è sentito amato e abbracciato dai suoi sostenitori. Djokovic, la fragilità del campione e il peso delle pressioni. 13 Settembre 21 / Scritto da: Giuliana Lorenzo. (361 Magazine)

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