13:26 | Quasi metà delle imprese italiane è a rischio

13:26 | Quasi metà delle imprese italiane è a rischio
TIMgate ECONOMIA

Il settore turistico è quello più colpito. Ad essere a rischio sono soprattutto nei settori a basso contenuto tecnologico e di conoscenza, in particolar modo le attività legate al turismo.

Quali aziende non sono in crisi e perché. Solo l'11% delle aziende risulta "solido" e "sarebbe interessato in misura marginale dalla crisi"

In difficoltà anche la filiera della moda, dove sono maggiormente a rischio i settori dell'abbigliamento (oltre 50%), delle pelli (44%) e del tessile (35%). (TIMgate)

La notizia riportata su altri giornali

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E ancora: “Solo l’11% risulta solido, ma spiega quasi la metà dell'occupazione e oltre due terzi del valore aggiunto complessivi”. (La Stampa)

Ma le statistiche che impressionano di più non riguardano il trimestre considerato, ma la correlazione tra i trend dell’occupazione e l’emergenza sanitaria. La domanda interna, meno dinamica a causa delle limitazioni negli spostamenti e nello svolgimento di alcune attività, incide sul comparto terziario che nel primo trimestre zavorra la dinamica del Pil, attesa in marginale arretramento. (Il Sussidiario.net)

Istat: rischio strutturale per il 45% delle imprese, riflessi sulle banche

Il dottor Yamit Noe Hurtado ha detto che i medici hanno classificato il caso della donna come “re-infezione” dopo essere risultata positiva per la prima volta lo scorso giugno. Il ritorno nella casa di riposo di Carmen Hernandez dopo la guarigione. (LaPresse)

Non a caso, l’altro dato impressionante della rilevazione è l’aumento degli inattivi in un anno, pari a 717mila. La principale novità è che ora i lavoratori assenti per più di tre mesi non vengono più considerati occupati mentre prima sì, se percepivano una retribuzione di almeno il 50%. (Corriere della Sera)

Tant’è che quasi un'impresa su due è "strutturalmente a rischio", esposta a una "crisi esogena", le cui conseguenze possono metterne a repentaglio l'operatività. Queste imprese sono numerose nei settori a basso contenuto tecnologico e di conoscenza. (Milano Finanza)

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