I "frugali" alla guerra del debito

ilGiornale.it ESTERI

La revisione del Patto di stabilità era stata avviata subito prima della pandemia.

Attenendosi ad quadro basato sulle regole, dovrebbero essere apportati miglioramenti ", scrivono i ministri economici "frugali".

Le discussioni sul miglioramento del quadro della governance economica hanno bisogno di molto tempo e dovrebbero essere basate su un’ampia consultazione condotta dalla Commissione

E proseguono difendendo i magici numeri del 3 e 60%: " La disattivazione della clausola generale di salvaguardia e una possibile riforma del patto di stabilità non dovrebbero essere legate. (ilGiornale.it)

La notizia riportata su altri giornali

"Durante l'autunno ci sarà il rilancio delle consultazioni, su un percorso realistico su sostenibilità e supporto alla ripresa", ha detto. L'incontro, secondo quanto riporta una nota di ieri del ministero dell'Economia francese, è previsto intorno alle 13:30 (ilmessaggero.it)

Il ministro si è detto però «tranquillo» che l’Ecofin troverà una soluzione «come sempre». Sulla riforma del Patto di stabilità «c’è un atteggiamento di dialogo, nessuno, neanche i firmatari della lettera (i Paesi frugali, ndr), è intervenuto in modo chiuso. (La Stampa)

Kurz e l’Austria appaiono, al tavolo negoziale, meno gravati da preconcetti e possono rappresentare il punto di riferimento ideale per protrarre la trattativa sul Patto. Il documento austriaco ha ricevuto l’immediato appoggio olandese ed è stato sottoscritto dai ministri di sei Paesi: Finlandia, Slovacchia, Svezia, Danimarca, Repubblica Ceca, Lettonia. (InsideOver)

11 settembre 2021 a. a. a. Torna il patto di stabilità. Insomma, "l'ombrello protettivo" imposto per far fronte al dramma sanitario ed economico del Coronavirus sta per chiudersi. (LiberoQuotidiano.it)

Ossia le regole di bilancio che hanno riguardato i Paesi europei e l’Italia in particolare. E il terreno di battaglia è la riforma del Patto di Stabilità. (La Repubblica)

Il Patto di stabilità, secondo gli autori, avrebbe già sufficiente flessibilità e sarebbe, invece, più opportuno limitarsi a scorporare dal calcolo sul deficit gli investimenti “green”. Nel frattempo, sul tavolo dell’Eurogruppo/Ecofin di Lubiana è stato depositato uno studio del think-tank Bruegel, nel quale l’esigenza di mettere mano alle regole fiscali viene giudicata come potenzialmente controproducente. (Wall Street Italia)

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