Giampiero Massolo: "Con la politica del possibile, l'Italia torna centrale in Libia"

Giampiero Massolo: Con la politica del possibile, l'Italia torna centrale in Libia
L'HuffPost INTERNO

Nel caso della politica migratoria – argomenta Massolo - gli obiettivi sono “evidentemente quelli di priorizzare gli aspetti umanitari in Libia e far cessare delle situazioni di crisi umanitaria.

Quanto alla questione migratoria e alle critiche di chi si aspettava un passaggio chiaro sul rispetto dei diritti umani, per Massolo l’intervento di Draghi riflette “una politica del possibile”.

Apre spazi sia all’Italia, che non è facilmente sostituibile in Libia, sia alla Libia, che altrimenti rischia di proseguire in una spirale di conflittualità

Una “politica del possibile” lungo tre priorità: riportare l’Italia e l’Ue in Libia, stabilizzare il Paese, rafforzare il processo politico. (L'HuffPost)

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«È un momento unico per ricostruire un’antica amicizia e una vicinanza che non hanno mai conosciuto interruzioni». Le parole di Mario Draghi pronunciate ieri a Tripoli al premier del Governo transitorio di unità nazionale libico Dabaiba non lasciano spazio a dubbi: l’Italia vuole giocare la parte da leone nella ricostruzione della «nuova» Libia, riportando le lancette dell’orologio (dirà in seguito Dabaiba) al Trattato di amicizia italo-libico del 2008. (Il Manifesto)

Certo, vanno ricostruiti i rapporti con la Libia e il suo nuovo governo, provare a riprendersi qualche spazio occupato nel frattempo dalla Turchia e poi si sa, gli affari sono affari e la diplomazia ha le sue regole, quindi se sei ospite a casa di qualcuno non ti metti a criticare tutto. (Il Manifesto)

Sui migranti grave eccesso di diplomazia

Le critiche sul ruolo della Libia. Le parole di Draghi non hanno convinto tutti. Investimenti, piano comune anti-Covid e gestione dell’immigrazione, i temi salienti discussi dai due leader durante la visita. (Open)

Ma spingersi a ringraziarlo per la gestione dei migranti è un eccesso di diplomazia. È anche un uomo di governo che deve usare la diplomazia nel modo consono al ruolo. (Avvenire)

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