"No al riconteggio dei ricoverati" Cts e medici contro le Regioni

QUOTIDIANO NAZIONALE SALUTE

di Alessandro Farruggia Dividere pazienti con Covid dai pazienti ricoverati per Covid.

Secondo la Fiaso, la Federazione italiana. di Alessandro Farruggia. Dividere pazienti con Covid dai pazienti ricoverati per Covid.

Le Regioni spingono per avere gli asintomatici ricoverati per altre patologie conteggiati a parte, in modo che non incidano sui criteri in base ai quali le Regioni cambiano di colore. (QUOTIDIANO NAZIONALE)

Ne parlano anche altri media

Come già ribadito dall’Istituto superiore di sanità (Iss), il numero di casi sintomatici non può essere scorporato da quello degli asintomatici. Governo e Regioni continuano a lavorare per apportare alcune modifiche al bollettino sull’epidemia, in particolare sui criteri da seguire nel conteggio dei ricoveri per Covid. (Il Sussidiario.net)

I numeri dei contagiati, il trend dei positivi ricoverati in area medica e nelle intensive, comunque li si conteggi sovraccaricano gli ospedali e portano allo stremo i professionisti. Chiediamo misure di controllo dell’epidemia, non operazioni di maquillage che – afferma – camuffino la tragicità e la portata della pandemia” (Quotidiano di Sicilia)

Di conseguenza, risulta molto difficile immaginare la gestione degli ‘asintomatici’ senza risorse aggiuntive, in particolare locali e personale” Per Cartabellotta la positività al Covid-19 può peggiorare la prognosi di pazienti ricoverati per altre motivazioni, anche in relazione all’evoluzione della patologia o condizione che ha motivato il ricovero e alle procedure diagnostico-terapeutiche attuate”. (Città della Spezia)

Assistiamo, in questi giorni, a causa dell’elevato numero di contagi, alla riconversione di interi reparti, al dirottamento del personale sui pazienti positivi “La modifica dei criteri non può essere un’operazione di maquillage che camuffi la tragicità e la portata della pandemia – continua Filippo Anelli -. (OssolaNews.it)

Infine, ha rilevanti risvolti medico-legali: la responsabilità di assegnare il paziente ricoverato ad una delle due categorie, con tutte le difficoltà e le discrezionalità del caso, è affidata al personale medico e alle aziende sanitarie, su cui ricadrebbero i rischi (PharmaStar)

“[…] tale proposta, oltre a sottostimare il reale sovraccarico degli ospedali, aumenta l’impatto organizzativo e il carico di lavoro degli operatori sanitari e presenta numerosi rischi. (Clicmedicina)

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