Nagel (Mediobanca) esclude le nozze con Unicredit, ma è pronto al risiko

Milano Finanza ECONOMIA

Lo ha detto chiaro e tondo Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca in occasione della presentazione dei conti del terzo trimestre (il bilancio è al 30 giugno).

A Piazza Affari il titolo Mediobanca ha chiuso la seduta in rialzo frazionale dello 0,21% a 9,67 euro

Quali che siano le prossime mosse di Piazzetta Cuccia, secondo Nagel il "contesto normativo" è molto favorevole al risiko bancario. (Milano Finanza)

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Nel solo terzo trimestre l’utile netto è salito a 193,3 milioni di euro, rispetto agli 84,4 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio 2019/2020. L’autofinanziamento (+12 punti base) e i minori asset ponderati per il rischio (+25 punti base) sono stati assorbiti dalle maggiori deduzioni (-27 punti base, di cui -15 punti base ex Assicurazioni Generali e -6 punti base per M&A). (SoldiOnline.it)

A fare da traino sono state le commissioni, balzate nei nove mesi al livello record di 571 milioni (+17%), sulla spinta di corporate & investment banking e wealth management Bisogna lasciare tempo ad Andrea per entrare nel ruolo di una banca complessa come Unicredit». (Milano Finanza)

Con un patrimonio solido al 16,3% come core tier 1, Nagel ha confermato la politica sui dividendi di un payout del 70% sugli utili netti Dunque Piazzetta Cuccia non si accaserà né punta – almeno stando alle dichiarazioni ufficiali – a shopping rilevanti per crescere. (Startmag Web magazine)

«Non l’ho ancora incontrato, ma credo ci saranno le condizioni a breve per farlo – ha spiegato Nagel – Ci siamo però sentiti. Dunque Piazzetta Cuccia non si accaserà né punta – almeno stando alle dichiarazioni ufficiali – a shopping rilevanti per crescere. (Startmag Web magazine)

I costi operativi si sono attestati a 314,5 milioni a fronte dei 309 milioni stimati dal consenso e in aumento dai 299,8 milioni del terzo trimestre 2020, sostenuti dalle spese per assunzioni e investimenti. (Milano Finanza)

Caltagirone a suo tempo approvò la modifica statutaria, ma ora, a quanto pare, non è più d’accordo e ha già fatto capire che darà battaglia Non è una sorpresa, a questo punto, che anche Caltagirone si sia mosso nella stessa direzione, comprando in Borsa una quota dell’1 per cento di Mediobanca. (L'Espresso)

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