Concessionari e vendita online: “72 mila lavoratori a rischio”

FormulaPassion.it ECONOMIA

Questo tuttavia non comporterà un vantaggio per il cliente ma bensì una serie di insidie, a partire da un aumento dei prezzi.

Questo regolamento comunitario permetterà alle case automobilistiche di aumentare la loro marginalità scendendo in campo in prima persona attraverso la vendita online.

Il campanello d’allarme suona forte ed è Federauto ad averlo attivato, l’associazione di categoria che riunisce concessionari italiani e che sta provando a porre l’accento sul futuro dei dealer e dei rischi che si correranno con l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla distribuzione che attualmente è in fase di discussione e che sarà approvato nel 2022. (FormulaPassion.it)

La notizia riportata su altri media

Le parole del presidente Adolfo De Stefani Cosentino sono chiare, il rischio è reale. Ciò comporterà un incremento dei prezzi, con una conseguente spinta inflattiva e una riduzione del livello di servizio, il tutto a danno del consumatore“, spiega il presidente De Stefani Cosentino. (Fleet Magazine)

Il mercato italiano dell’auto nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno ha registrato il -20% delle immatricolazioni rispetto agli stessi mesi del 2019 (dati ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile). (Informazione Senza Filtro)

Federauto lancia l’allarme vendita diretta secondo cui i Concessionari avranno presto un nuovo concorrente che conoscono molto bene. (Carblogitalia)

Questo, sottolinea Federauto, "permetterà alle case di mettere fuori gioco i distributori, quindi i concessionari, per poi acquisire il controllo della domanda, con condizioni non più negoziabili". "Una seria pianificazione di incentivi, coerente con gli obiettivi della transizione energetica, destinata a supportare lo svecchiamento del parco circolante, volta sia a vetture elettriche o ibride, sia ad auto nuove o usate euro 6. (Giornale di Sicilia)

Ciò significa che la transizione energetica è partita, ma, dall’altra parte, esistono problemi oggettivi, primo fra tutti le auto vecchie“ ha spiegato il presidente di Federauto. “Ad oggi Federauto stima che l’impatto possa riguardare 60-70. (DealerLink)

Per esempio riducendo i margini della rete di vendita, diminuendo il numero di showroom, e iniziando a vendere i veicoli online. Intanto Stellantis, il gruppo formato da Fca e Psa, entro il 2030 intende vendere online almeno il 25% delle sue vetture (Panorama)

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