SENTENZA MPS/ Profumo di paradosso

SENTENZA MPS/ Profumo di paradosso
Il Sussidiario.net ECONOMIA

L’Autorità di vigilanza infatti non ha mai avviato alcun procedimento sanzionatorio nei confronti di Profumo e Viola.

È questo il paradosso che emerge dalla pubblicazione delle motivazioni della sentenza per cui lo scorso ottobre il Tribunale di Milano ha condannato in primo grado Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, all’epoca dei fatti rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Monte dei Paschi di Siena (Il Sussidiario.net)

Ne parlano anche altre fonti

Noi quel marcio l’abbiamo tirato fuori, scoprendo il ’mandate agreement’ segreto che regolava i rapporti tra Mps e Nomura Siamo stati noi a far emergere l’entità del buco di Alexandria e Santorini (730 milioni), ancora noi a fare il restatement dei bilanci degli esercizi. (LA NAZIONE)

È quanto affermano Profumo e Viola, commentando le motivazioni della sentenza del tribunale di Milano. L’organismo di vigilanza ha assistito inerte agli accadimenti nella vorticosa spirale degli eventi, che un più accorto esercizio delle funzioni di controllo avrebbe certamente scongiurato. (Milano Finanza)

Ciò in continuità con le precedenti modalità di contabilizzazione e d'intesa con le autorità di vigilanza e controllo" Il quadro macroeconomico era difficilissimo, per la crisi del rischio Italia, e la situazione della banca disperata. (Il Messaggero)

Mps: Viola e Profumo condannati, le motivazioni dei giudici. “Spiccata capacità a delinquere”

Unicredit resta l’ipotesi più plausibile, ma anche Banco Bpm, Banca Bper e Unipol potrebbero essere in qualche modo della partita, se non del tutto alternativi aggregandosi tra loro Il bilancio d’esercizio 2020 di Mps si è chiuso con una perdita di 1,88 miliardi di euro e l’assemblea degli azionisti dovrà deliberare nuove misure di rafforzamento patrimoniale e ridurre il capitale sociale. (LA NOTIZIA)

Mps, giudici Milano: Profumo e Viola ingannarono per profitto banca. "Per rassicurare il mercato, incetta denaro con aumenti capitale". . C'è stato "dolo" e l'intenzione di "inganno" da parte del management di Mps imputato nel processo di Milano per le false comunicazioni sociali e l'aggiotaggio, finalizzato a "rassicurare il mercato in vista dell'incetta di denari che si sarebbe da lì a poco perpetrata con gli aumenti di capitale". (SienaFree.it)

E uno dei passaggi delle motivazioni con cui i giudici di Milano, lo scorso 15 ottobre, hanno condannato a sei anni di reclusione e a una multa di 2,5 milioni ciascuno gli ex vertici di Mps, Alessandro Profumo (attuale ad di Leonardo) e Fabrizio Viola, rispettivamente ex presidente e ad, per le accuse di aggiotaggio e false comunicazioni sociali (in relazione alla prima semestrale 2015 della banca). (RadioSienaTv)

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